Tajani: Trentini libero segnale forte verso cambio di passo nei rapporti Italia-Venezuela

ROMA\ aise\ - La liberazione di Alberto Trentini è un "segnale molto forte che va nella direzione di un cambio di passo" nei rapporti tra Italia e Venezuela. Tanto che presto non ci sarà più un incaricato di affari in Venezuela ma un Ambasciatore.
Così ha parlato Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina sulla situazione in Venezuela e sulla liberazione di Trentini. "Siamo tutti felici. La svolta c'è stata quando la Presidente Rodriguez ha detto che ci sarebbe stata una decisione per liberare i prigionieri politici. Da allora abbiamo rafforzato la nostra azione diplomatica per convincere le autorità venezuelane a liberare il maggior numero possibile di prigionieri politici italiani".
Raccontando le ultime ore, il titolare della Farnesina ha spiegato: "ieri abbiamo lavorato a lungo alla Farnesina. Già ieri sera ci hanno comunicato che avevano deciso di liberare Trentini. Alle 3 e 50 di questa mattina il nostro Ambasciatore mi ha chiamato per dirmi che erano arrivati i nostri connazionali. Ho parlato con entrambi. Erano in buone condizioni. Ho informato Meloni e abbiamo fatto partire un aereo che riporterà a casa entrambi".
Nelle carceri venezuelane ci sono ancora 42 italiani e italo-venezuelani detenuti. Ma "quelli con passaporto solo italiano sono tutti fuori". Di questi 42 detenuti 24 sono politici e dunque "lavoriamo perché possano essere liberati".
"Non ci hanno spiegato perché erano detenuti - ha aggiunto ancora Tajani -. Per noi era importante liberarli. Non toccava a noi fare un dibattito su questo. Di accuse ce ne stanno tante, ma bisogna vedere come sono state formalizzate. L'importante ora è che stiano tornando a casa".
Ma per Tajani, la liberazione di oggi è importante anche perché rappresenta un segnale di cambiamento delle relazioni tra Venezuela e Italia: "la decisione della Presidente Rodriguez è un segnale molto forte che va nella direzione di un cambio di passo. La abbiamo accolta come una novità importante e la prima risposta è quella di innalzare la nostra rappresentanza diplomatica".
In Venezuela, infatti, "il nostro Ambasciatore è un incaricato di affari. Ora abbiamo deciso di innalzare il livello del capo della delegazione al ruolo di Ambasciatore. Questo è un segnale politico importante e positivo. Dobbiamo lavorare per cominciare una collaborazione diversa".
Nel paese sudamericano, ha aggiunto ancora il Ministro, ci sono imprese italiane e circa 170 mila venezuelani con passaporto italiano. E circa 1 milione sono i venezuelani di origine italiana.
"Dobbiamo trasformare questa situazione in una fase di stabilità per poi puntare su una fase di crescita e di transizione. Infine passare dalla transizione ad elezioni. Ma oggi è una giornata positiva perché si pone fine alla sofferenza di due famiglie. Siamo soddisfatti".
"Abbiamo anche una importante presenza dell'ENI in Venezuela e quindi contiamo di continuare ad essere protagonisti in quel Paese".
Rispetto all'attacco unilaterale degli Stati Uniti verso il Venezuela e al sequestro del suo Presidente, Nicolas Maduro, Tajani ha risposto a una domanda: "mi pare che da quello che sta emergendo, soprattutto sul narcotraffico, ci fosse una minaccia per gli Stati Uniti".
E rispetto alla Groenlandia: "non ci è stato chiesto di mandare truppe. Dobbiamo lasciare alla Groenlandia e alla Danimarca la libertà di decidere del proprio destino". (aise)