Washington: Tajani rafforza l’asse transatlantico - di Gabriella Ferrero

WASHINGTON\ aise\ - Sicurezza, catene di approvvigionamento strategiche e coordinamento tra alleati occidentali hanno scandito la giornata di lavoro della diplomazia italiana nella capitale degli Stati Uniti, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e dalla necessità di rafforzare l’asse transatlantico. La presenza a Washington di numerosi leader e rappresentanti governativi ha confermato la centralità del momento politico. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato ieri, 4 febbraio, alla Conferenza internazionale sui minerali critici, convocata dal segretario di Stato americano Marco Rubio, che riunisce Paesi del G7, partner strategici e rappresentanti dell’Unione europea.
Il vertice si inserisce nella più ampia strategia occidentale volta a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e a ridurre le dipendenze strutturali in settori chiave per la transizione energetica, l’industria tecnologica e la difesa.
“La concentrazione della produzione di terre rare rappresenta una vulnerabilità per le economie avanzate. È necessario costruire una filiera alternativa, fondata sulla cooperazione tra alleati”, ha sottolineato Tajani, ribadendo la convergenza di vedute tra Italia e Stati Uniti su un tema sempre più centrale nelle relazioni internazionali.
Sul piano della sicurezza, il ministro ha confermato che l’Italia ha sventato un attacco informatico di matrice russa diretto contro infrastrutture istituzionali, tra cui sedi della Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Washington e piattaforme digitali legate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un episodio che, secondo Tajani, dimostra come la dimensione cibernetica sia ormai parte integrante del confronto geopolitico: “anticipare l’offensiva è stato possibile grazie al coordinamento tra strutture nazionali e partner internazionali. La cybersicurity è oggi un pilastro della difesa degli Stati”.
Tra i potenziali obiettivi figuravano anche infrastrutture turistiche nelle aree olimpiche, a conferma di come eventi di rilevanza globale rappresentino bersagli sensibili nel contesto delle attuali tensioni internazionali.
Nel corso degli incontri istituzionali, Tajani ha affrontato anche i principali dossier di politica estera, dalla crisi in Medio Oriente alle preoccupazioni legate al programma nucleare iraniano, ribadendo il sostegno dell’Italia a ogni iniziativa diplomatica volta a evitare un’ulteriore escalation, in stretto coordinamento con Stati Uniti, Regno Unito e partner europei.
La dimensione strategica della missione si è affiancata a quella diplomatica e simbolica nel pomeriggio, con l’incontro a Villa Firenze, residenza dell’ambasciatore d’Italia a Washington Marco Peronaci, con i rappresentanti della comunità italo-americana. Un appuntamento che ha messo in evidenza il ruolo della diaspora come ponte politico, culturale ed economico tra Italia e Stati Uniti.
Le principali organizzazioni italo-americane, tra cui la NIAF e la Sons and Daughters of Italy, hanno espresso solidarietà alle popolazioni italiane colpite dal ciclone Harry, territori da cui proviene una parte significativa dell’emigrazione storica verso gli Stati Uniti. La raccolta fondi promossa dalla comunità si è concretizzata in un gesto simbolico e concreto, con la consegna di un assegno destinato alle regioni colpite.
La missione ha inoltre visto Tajani impegnato all’Ambasciata d’Italia a Washington, in un confronto con imprenditori italiani attivi negli Stati Uniti e in ulteriori appuntamenti istituzionali, confermando il posizionamento dell’Italia come attore affidabile nel dialogo transatlantico, chiamato a coniugare sicurezza, sviluppo economico e solidarietà internazionale in uno scenario globale sempre più competitivo. (gabriella ferrero\aise)