Da domani a Tirana il primo European Archeological Film Festival

TIRANA\ aise\ - Si apre domani, 16 giugno, a Tirana la prima edizione dello European Archeological Film Festival–Back to the future con film e documentari dei migliori produttori provenienti da 8 paesi diversi: oltre all’Albania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Italia e Spagna. La partecipazione italiana è frutto dell’impegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana.
Nel contesto della ricostruzione post sisma e delle conseguenze pandemiche in termini di accesso fisico ai siti archeologici, l’iniziativa vuole illustrare il lavoro delle missioni archeologiche e migliorare l'accesso virtuale al patrimonio archeologico sia agli albanesi che agli stranieri.
I registi e la loro macchina da presa mostreranno i siti più famosi o meno noti d'Europa, si soffermeranno sulla bellezza dei reperti e racconteranno le loro storie nascoste e misteriose. Ma analizzeranno anche la grande rilevanza della conservazione delle nostre culture e del nostro patrimonio sottolineando somiglianze e differenze.
Italiana l’opera che aprirà il festival domani sera alle 20.30 al COD – Giardino della Presidenza del Consiglio dove sarà proposto “Reopening Colosseum - Il Colosseo in quarantena” di Luca Lancise e Davide Morabito, presenti all’evento.
All’interno dei grandi spazi del Colosseo, inaccessibile a causa dell’emergenza Covid-19, una piccola grande famiglia di colleghi continua a prendersi cura di un gigante fragile che per loro è una seconda casa. Così si trovano a vivere in una atmosfera di sospensione, nel monumento vuoto e silenzioso, apparentemente abbandonato, privato delle migliaia di voci, lingue, sguardi meravigliati che lo hanno riempito ogni giorno.
Seguirà alle 21:30 “Pellgu i Drinit, foleja e shqiponjës” del regista albanese Denald Grepcka.
La civiltà di Koman è stata scoperta per caso alla fine del XIX secolo nel nord dell'Albania. È la storia di straordinarie testimonianze archeologiche e storiche e di reperti che parlano di un'Albania molto sviluppata nei secoli VI – VIII e manufatti che costituiscono le prime testimonianze della cultura arbresh in continuazione con la tradizione illirica. La straordinaria scoperta di un console francese, oltre 100 anni fa, che continua ancora oggi nel Castello di Dalmaca, Shurdhah, Lezha. (aise)