Cresce anche in Italia il turismo religioso

ROMA\ aise\ - Il turismo religioso si conferma uno dei comparti a più forte crescita del turismo internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori ogni anno e un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro, generato dai grandi flussi legati ai santuari, ai cammini spirituali, ai luoghi della fede e ai percorsi culturali connessi alla dimensione religiosa. Un settore che rappresenta una straordinaria opportunità economica e occupazionale, ma che conserva soprattutto una profonda dimensione spirituale, culturale e sociale: il viaggio religioso non è soltanto spostamento, ma esperienza di ricerca interiore, incontro tra popoli, valorizzazione delle identità locali e promozione dei valori di pace, fraternità e dialogo.
Anche in Italia il turismo religioso è in forte crescita, grazie alla valorizzazione dei grandi cammini spirituali e degli itinerari della fede, che rappresentano sempre più strumenti di sviluppo sostenibile, promozione culturale e rilancio dei territori.
Tra le iniziative di maggiore rilievo vi è il Cammino di Francesco, inserito nelle strategie di valorizzazione dei cammini religiosi promosse dal Ministero del Turismo guidato dal Ministro Gianmarco Mazzi.
L’itinerario attraversa cinque Regioni italiane – Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria – e unisce luoghi della fede, borghi, paesaggi e patrimonio culturale, attirando pellegrini e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche legate alla spiritualità e alla conoscenza dei territori.
Accanto a questa esperienza si colloca il progetto, attualmente in fase di attuazione, dell’Itinerario Religioso dell’Area Sud della Basilicata, promosso dal GAL “La Cittadella del Sapere”, che coinvolgerà i 27 Comuni del territorio.
L’iniziativa punta alla creazione di una rete di luoghi della fede, santuari, tradizioni spirituali e patrimonio paesaggistico, con l’obiettivo di valorizzare l’identità dei territori e favorire uno sviluppo sostenibile delle aree interne. Il progetto ambisce inoltre ad acquisire una dimensione internazionale attraverso la collaborazione con la World Religious Tourism Network, presente in 18 Paesi, inserendo l’Area Sud della Basilicata nei circuiti del turismo religioso internazionale.
Due percorsi che testimoniano una nuova fase del turismo religioso italiano: un modello capace di coniugare spiritualità, sostenibilità, valorizzazione delle identità locali e sviluppo economico delle aree interne.
Alla luce della crescita internazionale e nazionale del comparto, il Coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, il giornalista Biagio Maimone, coadiuvato da Marcello Guadalupi, neo Presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano, rivolge un appello al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi affinché l’Italia si doti di una sede istituzionale nazionale dedicata al turismo religioso, con il compito di promuovere, coordinare e tutelare un settore strategico per il futuro del Paese.
La richiesta nasce dalla consapevolezza che il turismo religioso rappresenta oggi una realtà economica, culturale e sociale di grande rilevanza, capace di generare sviluppo sostenibile, occupazione, valorizzazione dei territori e nuove opportunità per le comunità locali, ma che necessita di una governance stabile e riconosciuta.
La futura sede istituzionale dovrebbe avere il compito non soltanto di promuovere il settore sul piano nazionale e internazionale, ma anche di tutelarne l’autenticità, difendendolo da ogni forma di mercificazione, sfruttamento economico e trasformazione dei luoghi sacri in semplici destinazioni commerciali.
“Il turismo religioso rappresenta una risorsa strategica per l’Italia – afferma Biagio Maimone – ma proprio per la sua particolare natura necessita di una struttura istituzionale dedicata, capace di accompagnarne lo sviluppo, difenderne la dimensione spirituale e culturale e garantire che la crescita economica rimanga sempre legata ai valori profondi del viaggio religioso”.
“I luoghi della fede – sottolinea Maimone – custodiscono la storia, la memoria e l’identità dei popoli. Non possono essere considerati semplici prodotti turistici. La vera forza del turismo religioso risiede nella capacità di unire sviluppo e spiritualità, economia e cultura, promozione dei territori e rispetto del sacro”. La proposta della World Religious Tourism Network si inserisce nel percorso di crescita internazionale della rete e rafforzato dal Congresso internazionale sul turismo religioso “Tierra de Fe Viva”, svoltosi il 10 luglio 2026 a San Salvador, promosso dal Tourism and Society Think Tank attraverso la rete mondiale e patrocinato dal Ministero del Turismo di El Salvador.
Al termine dei lavori è stata adottata la Dichiarazione di San Salvador, documento che definisce le linee guida per lo sviluppo del turismo religioso nel triennio 2026-2028, ponendo particolare attenzione alla tutela dei luoghi sacri, alla sostenibilità, alla cooperazione internazionale e alla prevenzione dell’eccessiva commercializzazione delle destinazioni di pellegrinaggio.
Il Congresso ha riunito rappresentanti istituzionali, leader religiosi, operatori turistici e media internazionali. Tra i protagonisti anche il Ministero del Turismo di Israele, che ha ribadito l’importanza di un turismo religioso responsabile, accessibile e sostenibile, fondato sulla tutela della libertà di culto e sulla valorizzazione dei Luoghi Santi.
In questo scenario assume particolare rilievo l’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, considerato un modello concreto di sviluppo territoriale per il Mezzogiorno.
La valorizzazione dei cammini di fede, dei santuari e del patrimonio spirituale può infatti rappresentare una leva strategica per contrastare lo spopolamento delle aree interne, creare nuove opportunità occupazionali e sostenere le economie locali.
“L’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network dimostra come il turismo religioso possa diventare un concreto motore di sviluppo economico e sociale – dichiara Biagio Maimone –. La Basilicata possiede un patrimonio spirituale, culturale e paesaggistico straordinario che, attraverso una strategia sostenibile, può generare crescita, occupazione e nuove prospettive per le comunità locali”.
Il turismo religioso genera ricadute positive su numerosi settori: ospitalità, ristorazione, mobilità lenta, servizi culturali, artigianato e valorizzazione dei borghi.
È inoltre un importante strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici e di riequilibrio territoriale, capace di sostenere soprattutto le aree interne e i piccoli centri.
Un ruolo centrale è svolto anche dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce oltre 1.200 strutture tra conventi, case per ferie, istituti religiosi e realtà di accoglienza diffuse sul territorio nazionale, rappresentando un modello di ospitalità accessibile, solidale e sostenibile.
“Investire nel turismo religioso significa investire nel futuro dell’Italia – conclude Maimone – perché significa creare sviluppo senza perdere l’anima dei territori. La sfida è costruire un modello nel quale crescita economica e valori spirituali possano convivere, offrendo nuove opportunità senza snaturare il significato più profondo del viaggio religioso”.
Marcello Guadalupi, neo Presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano, sottolinea il valore economico e occupazionale del settore.
“Se sostenuto da una visione nazionale strutturata, il turismo religioso può diventare un motore di crescita diffusa, capace di sostenere imprese, occupazione e competitività dei territori, soprattutto a favore delle nuove generazioni”, dichiara Guadalupi.
La World Religious Tourism Network ha inoltre rafforzato la collaborazione con l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana di Fabio Rocchi e rilanciato lo slogan internazionale “Religious Tourism for Peace”, che sintetizza la missione del progetto: promuovere il turismo religioso come strumento di dialogo interculturale e interreligioso, capace di favorire la comprensione tra i popoli e contribuire alla costruzione di percorsi di pace, fraternità e cooperazione globale. (aise)