Diritti civili, passione, battaglie: è morta Emma Bonino

ROMA\ aise\ - “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”. Così, Più Europa ha dato notizia della morte a 78 anni di Emma Bonino, una delle politiche italiane più conosciute dell’Italia repubblicana, storica leader del Partito Radicale e soprattutto protagonista di battaglie per i diritti civili che più hanno avuto impatto in Italia: divorzio e aborto.
Aveva da tempo problemi di salute. Nel 2015 aveva avuto un tumore ai polmoni da cui nel 2023 aveva detto di essere guarita. Poi, lunedì sera è stata ricoverata d’urgenza a Roma. Questa mattina la notizia della morte. “Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”, ha scritto il partito.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948; laureata in Lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano nel 1972, Bonino è stata una donna curiosa, polemica, impegnata, appassionata, profondamente laica e atipica. Sempre attenta ai diritti dei più fragili. Nel 1975 si iscrive al Partito Radicale, di cui diventa volto assieme a Marco Pannella. Celeberrime le sue campagne per la liberalizzazione dell’aborto, quando arrivò a autodenunciarsi per procurato aborto: un atto di disobbedienza civile che accelerò il dibattito che avrebbe portato alla legge 194. Nel 1976, a 28 anni, diventa per la prima volta deputata. Da allora non ha mai smesso di ricoprire cariche politiche, tra camera dei deputati, parlamento europeo e senato, di cui è stata anche vicepresidente. È stata anche Commissaria europea con deleghe alla pesca, ai consumatori e soprattutto all’ufficio umanitario ECHO. Ha visitato zone di guerra, come la Bosnia, la Somalia, l’Iraq e l’Afghanistan, realizzato campagne sui crimini nell’ex Jugoslavia e nel Ruanda, che gli ha dato molta notorietà, tanto da riuscire ad ottenere uno storico 9% con la Lista Bonino alle elezioni europee (2,6 milioni di voti e 7 seggi). Si impegna in seguito nella Ong “Non c’è pace senza giustizia”, sui diritti delle donne, Poi diventa ministra nel secondo governo Prodi, nel 2006, diventando la prima radicale a entrare in un esecutivo italiano (ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee); e ancora nel 2013, quando diventa Ministra degli Affari Esteri del Governo Letta. A seguire, si distanzia da Pannella e fonda Più Europa. Nel 2024, Papa Francesco, in carrozzino, la andò a visitare nonostante la sua profonda laicità. Un riconoscimento inaspettato e storico. Laica ma vicina al Papa, ribelle ma dentro le istituzioni.
Tante le parole di cordoglio per la scomparsa della politica, a partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è detto addolorato per la sua scomparsa: “ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente – ha affermato il Capo dello Stato -. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Parlamentare, leader di partito, Ministra delle Politiche europee e poi degli Esteri, Commissaria europea, Emma Bonino è stata un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”.
“Negli ultimi anni – ha concluso Mattarella - la sua priorità era l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea: testimone che ha affidato a chi ne ha condiviso pensiero e impegno”.
Anche la Premier, Giorgia Meloni, l’ha ricordata con un post sui social: “Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione - ha scritto la Prima Ministra -. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”.
“Con Emma Bonino se ne va un’autorevole rappresentante della politica italiana – ha commentato il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani -. Uno dei volti più noti del radicalismo liberale. È stata mia collega a Bruxelles, una donna intelligente con la quale ho sempre avuto un confronto rispettoso e leale, pur avendo spesso valori e visioni politiche differenti. Ci univa un grande sentimento europeista. La ricorderò per il suo impegno per la moratoria sulla pena di morte e per dare giustizia a tutte quelle donne a cui sono state inferte mutilazioni genitali femminili. Sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Che possa riposare in pace”.
Anche la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha commentato la notizia sui social: “Emma Bonino non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto. Ha sempre scelto di andare avanti, indicando la strada agli altri. È così che sarà ricordata in Italia e a Bruxelles, dove ha ricoperto il ruolo di deputata al Parlamento europeo e di Commissaria europea. L'Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza”.
“La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo – ha scritto Più Europa su X -. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti”. (aise)