“VEROFALSO. Archivi e memoria nell’epoca dell’intelligenza artificiale”: convegno internazionale a Milano

MILANO\ aise\ - Viviamo in un’epoca in cui ogni documento può essere riprodotto, alterato, generato. Ogni immagine è modificabile. Ogni voce è imitabile. Ogni archivio digitale è potenzialmente falsificabile. La facilità con cui oggi è possibile intervenire sui contenuti rende più instabile ciò che per decenni è stata considerato una prova e apre una questione che riguarda direttamente la memoria pubblica, l’informazione e la politica.
Come si riconosce un documento autentico? Come si difende la memoria pubblica dalla manipolazione? Come funziona la verità documentaria nell’epoca dell’intelligenza artificiale? Che ne è della verità nell’epoca della riproducibilità digitale?
Sono alcune delle domande al centro di “VEROFALSO. Archivi e memoria nell’epoca dell’intelligenza artificiale”, il convegno internazionale promosso dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori in programma il 20 ottobre, dalle 10 alle 18, all’ADI Design Museum di Milano, a cura di Stefano Mirti, direttore dell’Accademia ACME di Milano e Giacomo Papi, direttore dei contenuti di Fondazione Mondadori.
Milano è il filo rosso che tiene insieme questa storia, perché è una città che da secoli costruisce, conserva e trasmette la propria memoria attraverso documenti, immagini, ricostruzioni e invenzioni: il Castello Sforzesco nella ricostruzione ottocentesca di Luca Beltrami, il Codice Atlantico nel riordino dei materiali leonardeschi operato da Pompeo Leoni; il campanile del Duomo mai realizzato ma conservato attraverso il progetto e il disegno. Una città che conserva anche ciò che è stato ricostruito, rimontato o soltanto immaginato.
Ma se in passato il falso poteva richiedere anni di lavoro, oggi può essere prodotto in pochi secondi e raggiungere milioni di persone attraverso una piattaforma digitale.
A riflettere su questa trasformazione saranno filosofi, archivisti, storici, artisti, critici: Francesco Vezzoli, Fortunato Ortombina, Nassim Taleb, Silvia Magistrali, Maria Fratelli, Francesco Martelli, Riccardo Fedriga, Maria Canella, Enrico Morteo, Mauro Novelli, Jimmy Wales, Marco Balich, Aldo Grasso.
La tensione tra vero e falso ha plasmato la storia culturale di Milano. A spiegare come saranno alcune delle principali istituzioni e figure della città: Fortunato Ortombina, Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala, parlerà della costruzione dell’immaginario attraverso la rappresentazione e la messa in scena, dalle grandi produzioni del teatro al ruolo delle scritte “Viva V.E.R.D.I.” nel Risorgimento; Silvia Magistrali, responsabile dell’Archivio storico della Fondazione Piccolo Teatro di Milano, racconterà invece la vicenda delle “finte” canzoni della mala del regista Giorgio Strehler e del compositore Fiorenzo Carpi, nate come invenzione e diventate nel tempo patrimonio dell’immaginario popolare milanese.
Il rapporto tra invenzione e documento sarà al centro dell’intervento di Mauro Novelli, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università Statale di Milano e presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani, a partire dal caso del finto manoscritto secentesco ritrovato dei Promessi sposi fino alla storia di un impiegato tratteggiata in versi negli anni Sessanta da Giovanni Giudici.
Gli archivi diventano quindi il luogo concreto nel quale la memoria viene conservata, ordinata e resa accessibile: Francesco Martelli, direttore della Cittadella degli Archivi, si occuperà del ruolo dell’archivio pubblico; Maria Fratelli, direttrice del CASVA – Settore Cultura del Comune di Milano parlerà della politica di Milano sugli archivi; Maria Canella, presidente della Fondazione Elvira Badaracco – Studi e documentazione delle donne ETS affronterà invece il tema del controarchivio e delle memorie politiche e militanti della città.
E anche la letteratura ha costruito falsi capaci di produrre effetti reali: Riccardo Fedriga, filosofo e storico delle idee, direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco, entrerà nella “Bibliotheca Semiologica Curiosa Lunatica Magica et Pneumatica”, la biblioteca immaginaria di Umberto Eco dedicata al sapere falso, per arrivare al Pendolo di Foucault, dove una teoria complottista nasce dalla combinazione di documenti autentici.
A completare questo attraversamento della memoria milanese sarà Enrico Morteo, architetto, critico e storico dell’architettura e del design, con una riflessione sul rapporto tra Milano e il design e sugli oggetti e le forme che hanno contribuito a definire il volto della città.
La questione riguarda anche il modo in cui la politica utilizza e diffonde immagini e contenuti artificialmente generati ed è su questo terreno che si collocano alcuni degli interventi più direttamente rivolti al presente. Francesco Vezzoli, artista e filmmaker, sarà protagonista di un’intervista dedicata a Democrazy, la video installazione realizzata per la Biennale di Venezia del 2007, nella quale una campagna elettorale immaginaria diventa una riflessione sul potere dei media e sulla manipolazione della verità. Nassim Taleb, saggista, matematico e filosofo, esperto di matematica finanziaria e teoria della probabilità, presenterà in video il concetto di “anti-library”, un archivio di libri non letti e, dunque, di ciò che ancora non sappiamo.
A interrogarsi sul rapporto tra immagini, media e costruzione dell’immaginario sarà anche Aldo Grasso, critico televisivo ed editorialista del Corriere della Sera, che ricostruirà il ruolo della televisione nella definizione dell’immaginario milanese degli anni Ottanta, tra programmi Rai e Mediaset e pubblicità.
Marco Balich, direttore creativo e fondatore di Balich Wonder Studio, porterà invece il discorso nel territorio dei grandi eventi, a partire dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e dalla capacità di una messa in scena di produrre immagini e contenuti destinati a diventare la memoria dei luoghi. Il confronto con il presente arriva così alla produzione automatica delle immagini.
I giovani vincitori del Premio Mario Formenton presenteranno “Le 10 notizie che non lo erano” e dieci immagini realizzate con l’intelligenza artificiale nel 2026, mettendo a confronto informazione e rappresentazione visiva nella nuova dimensione del falso digitale.
È in questo quadro che il convegno mette in dialogo istituzioni, archivi, studiosi, artisti e protagonisti della comunicazione. La giornata sarà aperta dai saluti di Luca Formenton, presidente della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e della Fondazione Bookcity Milano; Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Francesca Fürst, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Regione Lombardia; Diana Bracco, presidente e CEO Bracco e presidente della Fondazione Bracco; Andrea Cancellato, direttore ADI Design Museum. (aise)