“Marco Angelini. Rizomi di energia e materia” all’IIC di Bruxelles

BRUXELLES\ aise\ - Dal 17 settembre al 9 ottobre 2026, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles presenta “Rizomi di energia e materia”, mostra personale dell’artista italiano Marco Angelini, a cura di Jan Kozaczuk.
La mostra rappresenta una nuova tappa della ricerca che Angelini conduce da oltre un decennio sul rapporto tra arte, natura, tecnologia ed energia, e prosegue il percorso sviluppato nella recente grande esposizione personale al Museo d’Arte Contemporanea di Wrocław (MWW).
Al centro della ricerca di Angelini si trovano pannelli e celle fotovoltaiche, che l’artista sottrae alla loro funzione originaria per trasformarli in materia pittorica e in un autonomo linguaggio visivo. Frammentati, ricomposti e inseriti nelle sue composizioni, gli elementi tecnologici diventano segni capaci di raccontare le trasformazioni della società contemporanea e il nuovo rapporto tra uomo e ambiente.
Come sottolinea il curatore Jan Kozaczuk, “la storia dell'arte si è sempre evoluta in stretta relazione con il mutamento dei materiali. Marco Angelini dimostra che il vero medium del XXI secolo è l'energia”.
Il titolo “Rizomi di energia e materia” richiama il concetto di rizoma elaborato da Gilles Deleuze e Félix Guattari: una struttura aperta, non gerarchica, fondata sulla molteplicità delle connessioni. È questa l'immagine attraverso cui Angelini interpreta la realtà contemporanea, come una rete di relazioni tra energia, materia, natura, tecnologia e memoria.
Particolare rilievo assume la serie “Rhizomes”, nella quale fili gialli e blu di lana si sviluppano dai dipinti e si propagano nello spazio espositivo, trasformando la pittura in una vera e propria mappa di connessioni. Accanto alle opere pittoriche, alcune installazioni affrontano il tema dell'energia della vita attraverso la figura del cuore, mettendo in relazione biologia, tecnologia, emozione e dimensione collettiva.
Completa il percorso l'opera video “Solaris in fabula”, dove i suoni della città — passi, voci, traffico e rumori quotidiani — diventano materia della memoria e dialogano con le foto delle opere dell'artista.
La mostra si conclude con “Salita verso il cielo / Il futuro è stupido”, installazione che invita a guardare all'avvenire non come a una conseguenza prevedibile del progresso tecnologico, ma come a uno spazio ancora aperto allo stupore, alla scoperta e all'imprevedibile.
Con “Rizomi di energia e materia”, Marco Angelini propone una visione nella quale la tecnologia non è contrapposta alla natura, ma può diventare uno strumento per comprenderne i processi e le interdipendenze. L'arte diventa così il luogo in cui ciò che normalmente rimane invisibile, i flussi dell'energia e le reti che connettono la realtà, può finalmente essere percepito.
Marco Angelini è nato a Roma nel 1971 e vive e lavora tra Roma e Varsavia. Laureato in Sociologia, sviluppa una ricerca artistica che intreccia natura e tecnologia, tempo e memoria, arte e scienza, dimensione del sacro, energia e sostenibilità. È pioniere, nell’ambito della pittura contemporanea, nell’utilizzo di pannelli e celle fotovoltaiche, che integra nelle proprie opere trasformandoli da dispositivi tecnologici in elementi estetici, materici e simbolici. Attraverso pittura, tecnica mista e installazione, utilizza anche materiali di recupero e componenti tecnologiche, esplorando il rapporto tra trasformazione, materia ed energia. La forma astratta, fluida e mutevole, invita lo spettatore a un’esperienza personale dell’opera, intesa come spazio di proiezione e riflessione. Dal 2006 ha esposto in numerose città europee e internazionali, tra cui New York, Londra, Varsavia, Abu Dhabi, Santiago del Cile, Baku e Breslavia. Ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia nel 2011. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui la Fondazione Roma, la Galleria Sleńdziński di Białystok e il Museo d’Arte Contemporanea di Wrocław (MWW). (aise)