Michelangelo Pistoletto a CAMeC della Spezia con “Memorie di un istante. Quattro quadri specchianti”

Michelangelo Pistoletto. Memoria di un istante. Quattro quadri specchianti, CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia I Ph. Irene Malfanti
LA SPEZIA\ aise\ - Fino al 5 luglio il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta, nella nuova Project Room, un omaggio a Michelangelo Pistoletto, tra i protagonisti della scena artistica internazionale e figura centrale nel rinnovamento del linguaggio contemporaneo.
Il progetto espositivo “Memorie di un istante. Quattro quadri specchianti”, a cura di Eleonora Acerbi, si inserisce nel nuovo spazio al piano terra del museo, dedicato a diversi ambiti della creatività contemporanea, e propone un focus sui Quadri specchianti, nucleo fondativo della ricerca di Pistoletto. In queste opere la superficie riflettente accoglie l’ambiente circostante e coinvolge direttamente il pubblico nello spazio dell’immagine, superando la tradizionale distinzione tra opera e realtà. Il quadro diventa così luogo di interazione continua con il mondo, aperto alla dimensione del tempo, dello sguardo e dell’azione di chi osserva.
Il percorso presenta due opere appartenenti alla raccolta permanente del CAMeC: Autoritratto (1970) e Scimmia in gabbia (1962–73), realizzate rispettivamente mediante serigrafia su lastra in rame nichelato specchiante e acciaio inox lucidato a specchio.
Per l’artista biellese, l’autoritratto rappresenta fin dagli anni giovanili un territorio privilegiato di indagine intorno alla propria identità. Da questa ricerca prenderà forma il quadro specchiante, inteso come “autoritratto del mondo”: uno spazio in cui presente e rappresentazione coincidono in un unico istante.
Completano la mostra due opere concesse in prestito, appartenenti alla serie dei Frattali, realizzati tra il 1999 e il 2000. Si tratta di superfici specchianti dal profilo mistilineo, caratterizzate rispettivamente dalla presenza di una sequenza numerica e da tracciati cromatici. Le opere ripensano l’oggetto geometrico definito da Benoît Mandelbrot nel 1975, offrendo un’ulteriore riflessione sul tempo, sull’infinito e sulla continua trasformazione del reale.
Come osserva Giosuè Allegrini, “nei Frattali, Michelangelo Pistoletto traccia una sequenza numerica che corrisponde a una parte di un numero irrazionale, mentre lo specchio integra l’immagine dello spettatore e lo spazio circostante nell’opera, fondendo così sulla stessa superficie l’ordine matematico con la molteplicità caotica e apparentemente disordinata del mondo. Guardando l’opera, ci capita allora, proprio grazie a questa associazione che l’artista realizza, di percepire l’armonia che in realtà esiste tra l’uomo, la natura e l’intero universo. Le cose, apparentemente slegate, entrano in scena in una nuova veste: tutte inserite in un ordine naturale preciso che le tiene insieme, mostrando come il tutto sia intimamente interconnesso e razionale, anche ciò che inizialmente potrebbe non sembrare tale”.
L’accostamento tra questi quattro lavori restituisce alcuni elementi cardinali della ricerca di Pistoletto: la relazione tra immagine e realtà, il coinvolgimento diretto del pubblico e la dimensione partecipativa dell’esperienza artistica.
Il progetto assume inoltre un particolare significato per il territorio spezzino. Il percorso di Pistoletto ha infatti attraversato la provincia della Spezia, in particolare Corniglia, nelle Cinque Terre, dove la comunità locale ha preso parte a significative esperienze sperimentali legate al suo lavoro.
L’artista torna al CAMeC a quasi vent’anni di distanza dalla mostra Cittadellarte. Pistoletto e il Terzo Paradiso (2007–2008), importante progetto espositivo che lo vide abitare gli spazi del museo.
“Un urgente bisogno di bellezza: chiunque avverta questo bisogno è invitato a entrare nella Project Room del CAMeC ogni volta che lo desidera, senza costi e senza alcuna bigliettazione”, dichiara Giacomo Bei, presidente del Comitato di Gestione del CAMeC, annunciando che “ogni due mesi la Project Room si rinnoverà. Abbiamo iniziato con lo straordinario lavoro dei ragazzi del Conservatorio della Spezia e approdiamo ora alle opere di Michelangelo Pistoletto, con questo omaggio al grande maestro in concomitanza con la Biennale di Venezia. Alternando maestri dell’arte e giovani artisti, la Project Room offrirà una costante fonte di bellezza, a disposizione di chiunque voglia entrare, per pochi minuti o con più tempo per scoprire la collezione permanente del CAMeC e le sue mostre temporanee”.
La Project Room del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia è uno spazio dedicato a progetti espositivi innovativi e autonomi rispetto alle mostre temporanee e alla collezione permanente. Pensata per approfondire ricerche artistiche specifiche, attivare dialoghi con le opere del museo e promuovere collaborazioni con istituzioni culturali, artisti e curatori locali e internazionali, la Project Room segue una programmazione a cadenza bimestrale, contribuendo al costante rinnovamento dell’offerta culturale del museo. Accessibile direttamente dal piano terra, è il primo ambiente espositivo che il visitatore incontra entrando al CAMeC: uno spazio di accoglienza, sperimentazione e ricerca, a ingresso gratuito.
Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Protagonista della nascita dell’Arte Povera, è tra i più influenti artisti italiani contemporanei. Nel corso della sua carriera ha sviluppato una ricerca che intreccia arti visive, performance e impegno civile. Nel 1998 ha fondato a Biella Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, laboratorio internazionale dedicato al rapporto tra arte e trasformazione responsabile della società. Ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia, dove nel 2003 ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo. (aise)