QUIRINALE CONTEMPORANEO 2020: ARTE E DESIGN NELLA CASA DEGLI ITALIANI

Quirinale contemporaneo 2020: arte e design nella Casa degli Italiani

ROMA\ aise\ - Torna l’appuntamento con “Quirinale contemporaneo”, perché, come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “è proprio nei momenti più aspri e difficili che il bisogno dell’arte e della cultura si fa più avvertito, per la loro capacità di generare energie fondamentali per il nostro vivere individuale e collettivo”.
Le nuove 71 opere d’arte e di design acquisite nel 2020 dalla Presidenza della Repubblica, perdurando la chiusura del Palazzo e di Castelporziano ai visitatori a causa dell’emergenza sanitaria, sono ora visibili sul sito internet della Presidenza della Repubblica.
Il progetto, nato nel 2019, “con lo scopo di inserire l’arte e il design contemporanei, straordinaria espressione della vitalità creativa italiana durante gli anni della Repubblica, nel contesto più tradizionale delle sedi presidenziali”, per il capo dello Stato “appare tanto più significativo in un anno in cui l’emergenza epidemiologica costringe l’intero Paese ad affrontare sfide drammatiche di non comune complessità”.
Nel suo messaggio il presidente Mattarella ha sottolineato quanto sia “importante proseguire nella valorizzazione dei talenti e delle eccellenze nazionali, sostenendo l’immagine del migliore estro italiano e rafforzando la consapevolezza del valore della nostra storia, nella quale passato e presente convivono senza flessioni e innervano il senso condiviso della nostra identità”.
Grazie alla possibilità di visitare - per il momento solo virtualmente - l’esposizione e grazie allo “splendido” catalogo che l’accompagna, ha aggiunto Mattarella, “sarà possibile per il pubblico interessato entrare in contatto con un progetto così articolato e significativo, che connota ancora una volta il Quirinale come Casa di tutti gli italiani”.
“Sono fiducioso”, ha infine concluso il capo dello Stato, “che, tenendo a mente le nostre radici e tra queste il genio artistico italiano, ammirato in ogni parte del mondo, potremo contribuire, tutti insieme, a dare ulteriore slancio e solidità al futuro del Paese”.
Il progetto
Nato come un progetto in fieri, Quirinale contemporaneo presenta la sua seconda fase, animata dagli stessi principi della prima e attenta ai profili di tutela che la storia dei luoghi richiede. Il progetto propone l’esposizione di 71 nuovi lavori: 38 opere d’arte concesse gratuitamente dagli artisti, dagli eredi o dalle fondazioni che li rappresentano e 33 oggetti di design donati dalle aziende che li realizzano.
Incoraggiata dall’ampio consenso riscosso, questa seconda fase ha inteso perseguire ulteriori obiettivi. Innanzitutto si è colta l’occasione per avviare il recupero di alcune aree del Palazzo in precedenza alterate e per ripensare alcuni interni nel loro insieme; in secondo luogo, è stata promossa la creazione di lavori specifici, ovvero di opere d’arte e di design realizzate appositamente per l’iniziativa. Nella prospettiva di non sottrarre ma aggiungere, il prudente aggiornamento che aveva già interessato diversi ambienti del Palazzo del Quirinale ha coinvolto altri spazi e anche la Tenuta Presidenziale di Castelporziano. Lasciando inalterate le sale di rappresentanza che conservano apparati decorativi organici e originali, l’intervento ha coinvolto soprattutto le aree da riqualificare, ovvero gli Appartamenti Imperiali, il Torrino e l’appartamento di Scipione Borghese, e ha riguardato anche la Scala del Mascarino e l’Ingresso d’Onore, alcune sale del piano nobile e gli esterni.
Nove delle sedici stanze del fabbricato della Manica Lunga nate per ospitare i Capi di Stato esteri – dette Appartamenti Imperiali in quanto destinate ad accogliere l’imperatore di Germania Guglielmo II in visita a Roma nel 1888 e nel 1893 – sono state riallestite collocandovi dipinti e arredi originali restaurati ad hoc, inserendo quadri di Enrico Castellani e Massimo Giannoni e oggetti di design di Angelo Barovier, BBPR, Roberto Lazzeroni, Bruno Munari e Paola Navone, che le rendono più luminose e confortevoli. Tali stanze saranno aperte al pubblico e inserite nell’itinerario espositivo.
I locali già facenti parte dell’appartamento del cardinal Borghese sono stati dedicati alla proiezione dei filmati didattici che introducono la visita a Palazzo e accolgono, accanto alle opere di Ettore Sottsass e Gillo Dorfles, il modello ligneo del Quirinale. L’Ingresso d’Onore, con i vestiboli e le sale adiacenti, mostreranno i lavori di Bertozzi & Casoni, Grazia Varisco ed Emilio Vedova con le lampade di Pietro Chiesa e la cassettiera di Ettore Sottsass. La sequenza di involucri architettonici, che dalla Scala del Mascarino si snoda sino al Belvedere Superiore del Torrino, è stata riarredata all’insegna della leggerezza. Questi volumi sommitali, anticamente culminanti in un’altana, sono come sospesi e godono di un panorama meraviglioso. Oggi accolgono nella loro eterea essenzialità presenze rarefatte di arredi di design e di opere non figurative, che evitano il confronto con le superbe vedute di Roma. Nelle profondità del cielo si immergono i lavori di Enrico Castellani, Franca Ghitti e Piero Guccione, circondati dalla sobria eleganza dei tessuti di Giorgio Armani, dalle rigide geometrie di Joe Colombo, dalle forme scultoree di Francesco Binfaré, dalle luci cristalline di Ercole Barovier e dalle sedute di Roberto Lazzeroni. In altre sale, che non sono state oggetto di una rivisitazione generale dell’architettura d’interni, e negli esterni, ulteriori opere d’arte e di design sono poste in armonia con il contesto, come illustrato nel dettaglio nelle pagine seguenti. Si tratta di inserimenti spesso puntuali, significativi e talvolta polarizzanti.
Quirinale contemporaneo 2020 ha interessato anche la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, con le opere di Mario Ceroli, Massimo Listri, Davide Rivalta e Michelangelo Pistoletto, e con gli oggetti di design di Gillo Dorfles, Paola Navone e Mario Trimarchi. Le due edizioni di Quirinale contemporaneo offrono una significativa rappresen- tazione dei movimenti artistici che hanno animato la vita culturale italiana dalla nascita della Repubblica ai nostri giorni: addentrandosi nel Palazzo, si avverte ora che la presenza del contemporaneo non riveste più carattere fortuito, ma è parte integrante e stabile dell’immagine e della realtà dei luoghi.
L’arte, gli artisti e le opere
Al Quirinale passato e presente non smettono mai di riconfigurarsi: è un luogo di valori e di memorie, dove la storia non volta pagina e ogni giorno si anima per parlare al futuro. Il suo straordinario patrimonio reca la firma dei migliori architetti e artisti del tempo, che con l’avvicendarsi di pontefici e regnanti integrarono l’opera dei loro predecessori. Aggiungendosi a questa secolare stratificazione di magnificenza, nel 2019 l’arte contemporanea è finalmente giunta sul Colle per documentare il periodo repubblicano. Senza sovrapposizioni arbitrarie né contaminazioni, si è innestata in una continuità narrativa, concettuale e formale con il contesto.
L’esperienza di Quirinale contemporaneo ha avvalorato l’idea che l’arte attuale possa serenamente confrontarsi con la storia e che le opere contemporanee possano essere valorizzate anche al di fuori di ambienti neutri o spazi bianchi, perfino in un involucro architettonico prezioso e senza il bisogno di fare tabula rasa o di un allestimento estraniante. Non solo ogni confronto si è risolto in un dialogo sereno tra artisti iniziatori ed eredi della stessa tradizione, ma il patrimonio artistico del Quirinale sembra rinvigorito dalla visione e dall’energia dei contemporanei, che a loro volta hanno guardato al passato con profondo rispetto. Arricchendosi di 75 nuove opere, questo patrimonio è rientrato nel gran flusso del tempo: non è più statico ma dinamico, mutevole e condizionato dal trascorrere delle stagioni dell’arte, quindi testimone di una particolare continuità culturale attraverso un suggestivo gioco di rimandi.
La selezione del 2020 conta 38 opere d’arte, che si aggiungono alle 37 già acquisite, realizzate da 22 artisti, tre dei quali presenti anche nella prima fase. La scelta è proseguita nell’intento di illustrare le correnti più significative del panorama culturale italiano a partire dal secondo dopoguerra. Ci sono esponenti del gruppo Forma, del Movimento arte concreta, del Fronte nuovo delle arti, del gruppo degli Otto, del gruppo T, dell’arte povera, della pop art, del gruppo di Scicli; ma anche artisti aderenti alle neoavanguardie o riconducibili all’iperrealismo, all’informale, all’arte concettuale, all’arte ottica e cinetica, al minimalismo e all’arte ambientale. Le opere sono eterogenee, astratte o figurative, e comprendono dipinti, quadri estroflessi, sculture e installazioni.
Nel rispetto della preesistenza, secondo i criteri già definiti, a ciascun artista è stata riservata una sala. Il coinvolgimento nel progetto della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, inoltre, ha permesso l’acquisizione di lavori monumentali e la realizzazione di opere d’arte ambientale. Tre artisti hanno voluto creare opere specifiche per l’iniziativa. Mario Ceroli, immergendosi nella storia di Castelporziano, ha contestualizzato la sua maestosa scultura equestre disegnando e costruendo un immenso tappeto di ciottoli e mattoni, che riempie l’antica cornice musiva romana, facendole eco. Sempre nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano, Michelangelo Pistoletto ha stretto un profondo legame con la natura del territorio, concependo un Terzo Paradiso fatto di essenze vegetali autoctone. Emilio Isgrò, ispirato dall’istituzionalità del Palazzo del Quirinale, ha avviato precise riflessioni sulla storia e sull’attualità che lo hanno spinto a offrire alla Presidenza della Repubblica un lavoro intensamente simbolico: la cancellazione delle leggi razziali. Negli spazi esterni del Quirinale sono stati collocati un secondo Leone di Davide Rivalta e tre Semi della Pace di Pinuccio Sciola; al piano nobile, le opere di Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, emblematiche del sostanziale rapporto con la tradizione, e le sculture di Leoncillo Leonardi e Marisa Merz; nelle Sale Rosse, i dipinti di Gastone Novelli e di Guido Strazza. Attraversando l’ala occidentale del Palazzo, dalla sala del Balcone fino a quella di Ercole, si possono ammirare in una mirabile sequenza espositiva i lavori di Piero Manzoni, Mario Ceroli, Alberto Burri, Emilio Isgrò e Piero Dorazio, che nelle sale assurgono involontariamente al ruolo di protagonisti. La colonna di Guido Strazza e le nature morte di Luciano Ventrone vivacizzano la Palazzina del Fuga, mentre a Castelporziano si trovano anche la foto di Massimo Listri, che campeggia nel Museo Archeologico, e il Cavallo in alluminio di Davide Rivalta, che spicca tra i trofei di caccia imbalsamati.
Il design, gli autori e le opere
Lo scorso anno, in occasione della festa del 2 giugno, 33 oggetti di design sono saliti al Colle, per trovarvi una fissa dimora. Sistemati con discrezione in molti ambienti, per renderli più confortevoli, migliorarne l’illuminazione o completarne l’arredo, questi oggetti, mobili e lampade, hanno innescato un processo di trasformazione della sede della Presidenza della Repubblica. Introducendovi le logiche dell’abitare contemporaneo, gli oggetti di design hanno allontanato il Palazzo del Quirinale dalla tradizionale idea di museo, restituendo un’immagine sempre più vicina a quella di Casa degli italiani. Questa graduale ma continua mutazione fa parte di una dinamica intrinsecamente storica dell’architettura, che non svaluta il carattere auratico del luogo, ma tende a sottolinearlo. Il valore delle testimonianze della creatività e della produttività dell’Italia del periodo repubblicano ha dunque rafforzato l’aura istituzionale del Palazzo stringendo il legame con la storia più recente e con la cittadinanza: questo legame è una priorità, anche nella valorizzazione museale. Parallelamente, ha avvicinato il Palazzo alla vita individuale, alla realtà comune e all’immaginario collettivo del Paese. Attraverso l’arredamento ognuno si appropria dei luoghi e impara a riconoscerli: per questo, con gli oggetti di design, il Quirinale appare ai visitatori, a coloro che lo conosco- no attraverso i media e persino a chi ci lavora, più democratico e familiare. L’avvio del progetto ha confermato che entrando in risonanza con il contesto, il design valorizza anche i capolavori di ebanisteria, gli straordinari orologi o le grandi ceramiche cinesi che adornano il Palazzo: il patrimonio artistico del Quirinale, che prima manifestava un’identità distaccata, gode oggi di una nuova dimensione percettiva, che lo attualizza grazie al ripristino di una continuità evolutiva nell’arredamento. Un palazzo, come una casa, è affascinante se ogni generazione vi aggiunge qualcosa di nuovo e se questo qualcosa sarà degno, un giorno, di diventare antico.
La selezione delle nuove 33 opere di design ha rigorosamente adottato i criteri già definiti in passato. Sono stati scelti solo oggetti realizzati da aziende italiane, ancora in produzione, con l’intento di presentare le figure italiane di spicco nella storia del design, che hanno reso il made in Italy famoso nel mondo. A partire dai pionieri del disegno industriale, la selezione ha raccolto altri 19 protagonisti, tra valenti architetti, esponenti di gruppi radicali o movimenti d’avanguardia, teorici del design e del gusto, imprenditori della creatività e nuovi talenti. Sommandosi ai 32 scelti in precedenza, costoro rendono più indicativa la selezione in fieri dei designer. È stata considerata anche quella declinazione del design più sensibile alla vocazione artigianale e allo sviluppo di saperi legati a tradizioni locali, al mondo dell’arte e a quello della moda, per riscoprire la vivacità del rapporto antico-nuovo nel vetro artistico muranese, nel legno massello scolpito e modellato, nelle pelli piegate e plissettate come nei tappeti annodati manualmente. Occorre sottolineare che ciascuna delle 33 opere non è semplicemente esposta, ma è stata scelta per integrare armoniosamente l’arredo o migliorare la funzionalità delle sale: parecchie lampade a basso consumo, ad esempio, hanno sostituito apparecchi obsoleti o integrato la luce esistente.
Due opere di design sono state realizzate appositamente per il progetto: Giorgio Armani ha dilatato il tappeto Croquis per adattarlo alla grande sala del Belvedere Superiore sul Torrino del Quirinale, mentre Adolfo Guzzini ha studiato un’illuminazione che valorizza la Scala del Mascarino. Oltre a quelle disposte negli Appartamenti Imperiali e nel Torrino, vanno ricordate le opere di Umberto Asnago, Rodolfo Dordoni e Matteo Thun, che hanno reso più funzionali lo Studio del Presidente e quello del Segretario generale; il tavolo di Paolo Portoghesi, che troneggia nella Sala della Musica, e la panca Brera di Guglielmo Ulrich, allineata con il colonnato della Loggia d’Onore. (aise)



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