“Tempo e passione”: l’omaggio a Giovanni Campus di Building Gallery a Milano

Giovanni Campus, Interrelazionale continuo, 1978-1980, corda, acrilico su cartone
MILANO\ aise\ - “Giovanni Campus. Tempo e passione. Un omaggio all’artista (1929-2025)”, mostra dedicata al Maestro, a pochi mesi dalla sua scomparsa, organizzata dalla milanese Building Gallery.
L’esposizione, a cura di Marco Meneguzzo, nasce dal desiderio di celebrare e rendere omaggio a una delle ricerche più rigorose e coerenti del panorama artistico contemporaneo italiano. Attraverso una selezione di opere emblematiche dell’artista, riunite nel percorso espositivo dal piano terra al primo piano della galleria dal 26 marzo al 23 maggio, la mostra restituisce la forza di un linguaggio essenziale, fondato sul dialogo tra tempo, spazio e segno.
Come osserva Meneguzzo, “negli ultimi anni, Tempo in processo è stato il titolo di quasi tutte le opere, le azioni e le mostre di Giovanni Campus. “Tempo in processo” significa considerare un fattore universale, il tempo, collegato al tempo umano, che non è solo “divenire”, ma appunto “processo”. Tutta la sua attività di scultore ruota attorno alla processualità, che è peculiare dell’essere umano, perché a sua volta implica una volontà di agire. Così, quelle che sembrano sculture silenziose, minimaliste, immanenti, parlano invece, sempre, delle mani che le hanno installate, e che di necessità non sono solo quelle dell’artista. Per Campus, infatti, lo scultore è un catalizzatore di forze, e la scultura un’impresa collettiva”.
In questa prospettiva, l’esposizione desidera porsi anche come ideale tributo all’artista da parte di Milano, città che lo ha accolto sin dagli anni Sessanta e nella quale ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni. In mostra è così riproposta la documentazione fotografica di Intervento.installazione, azione realizzata nel 1977 nella piazzetta di Palazzo Reale, in cui l’artista intervenne collocando enormi molle d’acciaio nello spazio urbano, in dialogo con l’architettura storica del Piermarini, modificando la percezione sensoriale dell’esistente e allo stesso tempo attivando un campo dinamico elastico, carico di forza potenziale e simbolo della modernità industriale metropolitana.
Giovanni Campus è nato a Olbia nel 1929. Dopo i lavori pittorici realizzati negli anni ’50, in cui va rapidamente superando una matrice formale di impianto figurativo, nel corso degli anni ’60 matura uno scavalcamento della pittura attraverso l’attenzione per i linguaggi geometrici e costruttivi, che si confrontano con i modelli culturali e visivi del mondo industriale. L’interesse per l’intersezione fra i modelli di produzione avanzati, l’estetica della percezione e le possibilità tecniche lo spinge quindi ad adottare il metacrilato come materiale che gli permette una diversa soluzione della tensione pittorica, in direzione ambientale.
Dopo le prime esposizioni personali e la partecipazione ad alcune collettive – tra cui & Multiple Art alla Whitechapel Art Gallery di Londra (1970), il padiglione italiano nella II Triennale dell’India a New Delhi presentazione di Palma Bucarelli (1971), la mostra Luce e materia (1975), promossa dal Centro Industria di Milano – e ai premi in cui le ricerche espressive contemporanee trovano spazio, ottiene l’attenzione di critici come Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Lara Vinca Masini e di colleghi come Bruno Munari. Campus effettua anche soggiorni a New York e a Parigi, utili a metterlo in relazione con la situazione internazionale.
Nella seconda metà degli anni ’70 va sostituendo i materiali della produzione plastica per recuperare la tradizione pittorico-scultorea, creando forme strutturali che si misurano con gli ambienti, generando motivi relazionali con interventi fondati sulla continuità di uno sviluppo unitario. Attua anche, in questo senso, operazioni nello spazio della città, come gli interventi compiuti in Piazzetta Palazzo Reale a Milano nel 1977 o nello spazio naturale, come le “misurazioni” realizzate nei primi anni ’80 con la serie di interventi Percorso Determinazione, compiuti in luoghi della nativa Gallura nel 1983, o in ambienti espositivi determinati.
Una nuova generazione di critici si avvicina intanto al suo lavoro, a cominciare dal lungo sodalizio con Luciano Caramel, che in molteplici occasioni accompagna i suoi progetti. Dagli anni ’80, accanto alle mostre personali in spazi pubblici e privati e alla partecipazione a selezionate collettive riguardanti gli aspetti portanti del suo lavoro, esso è al centro di alcune mostre monografiche in spazi pubblici – Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1987), Galleria Comunale d’Arte di Cagliari (1991), MAN di Nuoro (2000), Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate (2003), Museo Civico G. Fattori di Livorno (2007). Realizza anche sculture progettate per luoghi specifici, che trovano ambientazione, anche permanente, in spazi aperti, come quelle sistemate a Tortolì nel 2000, a Carbonia, nel 2008, all’interno del Parco della Scultura all’Idroscalo di Milano, nel 2012.
La configurazione del suo lavoro raggiunge, nel corso dei decenni più recenti, attraverso molteplici tecniche, che non rinnegano il lavoro precedente, un grado di equilibrio e di riflessione che passa attraverso lavori indirizzati a combinare la superficie monocromatica con l’inserzione di tangenti in ferro, in dialogo con strutture in legno e lavori su carta eseguiti con grande attenzione tecnica e progettuale.
Giovanni Campus viene a mancare a Milano il 28 novembre 2025. (aise)