“Una storia nell'arte. I Marchini tra impegno e passione” in mostra a Roma

ROMA\ aise\ - Apre oggi, 18 gennaio, al pubblico presso l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma la mostra “Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione”, a cura di Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, con il coordinamento di Gianni Dessì e l’allestimento di Francesco Cellini e Gianni Dessì.
Un gruppo di studiosi autorevole per un progetto ambizioso che raccoglie, grazie al contributo di numerosi prestatori, più di centotrenta opere selezionate fra quelle che hanno accompagnato la vicenda storica e umana di Alvaro Marchini e della sua famiglia. Una storia scandita dall’impegno imprenditoriale e politico (Marchini è stato comandante partigiano, medaglia d’argento della Resistenza, cofondatore della società che editò “l’Unità”, organo del Partito Comunista) e dalla passione per l’arte, che lo porta a collezionare e ad aprire nel 1959 una galleria: La Nuova Pesa, con sede prima in via Frattina e dall’autunno 1961 in via del Vantaggio.
“L’Accademia Nazionale di San Luca, dopo la mostra dedicata al collezionismo La raccolta Berg incentrata su un solo artista, Gordon Matta Clark, tenutasi tra il 2018 e il 2019”, dichiara Paolo Icaro, presidente dell’Accademia, “prosegue ora con Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione. L’esposizione intende rendere omaggio a chi della cura, conservazione e promozione dell’arte ne ha dato testimonianza attiva e offrire, nel contempo, un’occasione per riflettere su un periodo cruciale della nostra cultura, nel Novecento”.
La galleria La Nuova Pesa, esperienza ricca e complessa, nasce come tentativo cruciale di annodare e promuovere un’idea di possibile prassi estetica all’insegna della figurazione. La prima stagione della galleria, tra il 1959 e il 1976, vede coinvolto un gruppo di artisti e intellettuali, da Antonello Trombadori a Renato Guttuso, da Corrado Cagli a Pier Paolo Pasolini, da Alberto Moravia a Carlo Levi, legati ad Alvaro Marchini da amicizia, oltre che da una familiarità culturale e ideologica. Anche Simona e Carla, le due giovani figlie di Alvaro, partecipano attivamente alla gestione della galleria.
Chiusa La Nuova Pesa nel 1976, Alvaro Marchini continua l’attività imprenditoriale e collezionistica sino alla morte, avvenuta il 24 settembre 1985. Un mese dopo la figlia Simona, quasi a lenirne la perdita, apre una nuova galleria, stessa città, stesso nome ma nuovo indirizzo, via del Corso, che, in un’ideale continuità sentimentale, si avvia a farsi testimone del proprio tempo sino a giungere ai nostri giorni.
L’esposizione, in programma sino al 22 aprile 2022, si snoda lungo tutti gli spazi di Palazzo Carpegna, a partire dalla Galleria Accademica al terzo piano, lungo la rampa borrominiana, attraverso il Salone d’Onore fino al giardino, al portico e alle sale espositive del piano terra, in un suggestivo percorso che crea un dialogo inedito tra le opere in mostra, realizzate dagli artisti vicini alla famiglia Marchini, e le storiche raccolte accademiche, frutto di donazioni giunte sino a noi a riprova di un collezionismo colto e amorevole.
La mostra presenta i lavori di 77 artisti, tra i massimi nazionali e internazionali, a ricoprire tutto l’arco del Novecento fino ai giorni nostri. Punto di partenza del percorso espositivo sono le sale della Galleria Accademica al terzo piano che, articolate in sei piccole ma preziose sezioni - “Tra Italia e Francia”, “Parigi”, “Vedute e visioni”, “La realtà della storia”, “Tra cielo e terra”, “L’artista e i suoi modelli” - accolgono il visitatore con opere di Giacomo Balla, Georges Braque, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Juan Gris, Fernand Léger, Albert Marquet, René Magritte, Pablo Picasso e Ardengo Soffici, continuando poi con i lavori di Edita Broglio, Corrado Cagli, Antonio Donghi, Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Mirko, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Antonietta Raphaël, Alberto Savinio, Carlo Socrate e Francesco Trombadori.
La mostra prosegue quindi lungo la rampa elicoidale, in cui si dispiega, come la pellicola di un film, “Una storia per immagini”, altra sezione, a raccontare la vicenda umana, politica ed imprenditoriale della famiglia Marchini, attraverso fotografie, documenti ed opere. Giungendo nel Salone d’Onore al primo piano, sono esposti tre importanti nuclei: disegni di Scipione e un importante studio preparatorio per la Crocifissione di Guttuso (1940-41), una significativa raccolta di disegni di Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix e George Grosz, tra espressionismo e Nuova Oggettività, e a chiudere una selezione di opere rappresentative dell’attività della galleria, a dar conto della permanenza della figurazione nei suoi programmi espositivi, con opere di Renato Guttuso, Carlo Levi, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani, Titina Maselli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Gianluigi Mattia e Franco Mulas.
Nella seconda metà della rampa, quella dedicata alla nuova Nuova Pesa di Simona Marchini, si incontrano opere degli artisti Marco Lodola, Luca Patella, Giuseppe Salvatori, Salvo e Cesare Tacchi, insieme a fotografie e filmati, a raccontare questa seconda stagione scandita da esperienze oramai lontane da posizioni ideologiche se non quelle legate più propriamente all’arte, alla sua capacità di offrire “visione” e “presenza” e dove termini quali “realismo” e “astrazione” trovano nuove declinazioni, che rivelano inedite soluzioni di figurabilità.
Fa da trait d’union l’intervento spaziale di Maurizio Mochetti, a segnare l’itinerario che dal giardino conduce verso le sale espositive al piano terreno, dove trovano spazio i lavori di Carla Accardi, Andrea Aquilanti, Nobuyoshi Araki, Bizhan Bassiri, Sigfrido Martin Begué, Enrico Castellani, Fabrizio Corneli, Gino De Dominicis, Daniela De Lorenzo, Stefano Di Stasio, Marilù Eustachio, Pietro Fortuna, Alberto Garutti, Giuliano Giuliani, Rebecca Horn, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Mimmo Jodice, Felice Levini, H.H. Lim, Fabio Mauri, Gerhard Merz, Flavio Micheli, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Roberto Pietrosanti, Vettor Pisani, Alfredo Pirri, Annie Ratti, Mariano Rossano, Andrea Santarlasci, Toti Scialoja e Michele Zaza.
In occasione della mostra è pubblicato un catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con i testi introduttivi di Claudio Strinati, Segretario Generale dell’Accademia, Umberto Nazzareno Tonti, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, e Gianni Dessì, in qualità di coordinatore, i saggi dei curatori Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, una conversazione con Lucio Villari e i testi di Carla e Simona Marchini.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e il CIAC, Centro Internazionale Arte Contemporanea di Foligno, dove dal 20 maggio al 21 agosto 2022 verrà ospitata una selezione delle opere qui presentate, a cura di Italo Tomassoni. (aise)