A Santa Croce sull'Arno le opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier gettano “Uno sguardo sulla genealogia del contemporaneo”

Felice Levini, Oltre lo steccato (1986) - Ph. Attilio Maranzano

PISA\ aise\ - Il Comune di Santa Croce sull'Arno presenta sino al 27 settembre, negli spazi di Villa Pacchiani Centro Espositivo, la mostra “Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier”, a cura di Alessandro Cocchieri: un progetto espositivo che si configura non come semplice ricognizione collezionistica, ma come dispositivo critico capace di interrogare le traiettorie dell'arte contemporanea tra gli anni Settanta e oggi.
La collezione costruita da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier si distingue per la sua natura relazionale e processuale: non un insieme sistematico, ma un organismo vivo, stratificato nel tempo attraverso incontri, affinità elettive e tensioni teoriche. In questo senso, la mostra restituisce una costellazione di pratiche che hanno contribuito a ridefinire il concetto stesso di opera, spazio e autorialità.
Il percorso espositivo mette in dialogo ricerche eterogenee ma profondamente interconnesse: dalle indagini sul linguaggio e sulla tautologia dell'arte concettuale di Joseph Kosuth, alle strutture modulari e seriali di Sol LeWitt; dalla tensione materica e archetipica di Jannis Kounellis alla dimensione ambientale e percettiva delle installazioni di Cristina Iglesias.
Accanto a queste, emergono le pratiche che interrogano il corpo, l'identità e lo spazio sociale, come nel lavoro di Vito Acconci e Jimmie Durham, mentre la riflessione sul segno, sulla superficie e sulla temporalità attraversa le opere di Carla Accardi ed Ettore Spalletti. In questo orizzonte si inserisce anche Gianfranco Baruchello, la cui ricerca “ha dato forma a un immaginario frammentato e lucidissimo, capace di trasformare il dettaglio minimo in mappa mentale e poetica”.
La mostra evidenzia inoltre una linea italiana fortemente radicata nella ridefinizione del linguaggio artistico, con figure come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori, accanto a presenze che ampliano il campo verso dimensioni interculturali e transnazionali, come Miroslaw Balka e Bizhan Bassiri.
In questo intreccio di poetiche, la collezione si rivela come un archivio dinamico, capace di restituire non solo opere, ma contesti, relazioni e momenti fondativi della storia recente dell'arte. La scelta curatoriale non segue una linearità cronologica, ma privilegia una lettura per risonanze, affinità e contrappunti, invitando il visitatore a costruire un proprio attraversamento critico.
Più che documentare una stagione, "Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier" attiva una riflessione sul ruolo della collezione come pratica culturale e politica: uno spazio di mediazione tra produzione artistica, sistema espositivo e memoria.
Una mostra di “grande rilevanza nel panorama dell'arte contemporanea”, sottolinea con “orgoglio” l’assessore alla Cultura, Simone Balsanti, parlando dio “opere che rappresentano, nel loro insieme, un progetto di alto valore, grazie alla presenza di artisti di rilevanza internazionale”, e che, “nella diversità del loro linguaggio, intendono offrire al pubblico la possibilità di riflettere sui temi dell'identità, dello spazio e del ruolo dell'arte nella società. Accogliere un progetto curatoriale di questo livello”, ha concluso Balsanti, “significa per l'amministrazione continuare nell'opera di rendere la cultura uno strumento di crescita, dialogo e valorizzazione del territorio”. (aise)