“Esteban Vicente. Il pittore della realtà” all’Instituto Cervantes di Roma

Esteban Vicente, Untitled, 1988, Museo de arte contemporáneo Esteban Vicente, Segovia

ROMA\ aise\ - Sarà inaugurata il 29 gennaio a Roma la mostra “Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 – 2001) che, organizzata e ospitata dall’Instituto Cervantes, riunisce, per la prima volta in Italia, trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997. I lavori sono stati concessi in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra che a sua volta ha potuto contare sul supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation per realizzarla.
Allestita nella sede della Sala Dalí del Cervantes sino al 2 maggio, l’esposizione è a cura di Ana Doldán de Cáceres, direttrice conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, e si avvale del sostegno del Tourespaña, del Ministero della Cultura, della Junta de Castilla y León, della Diputación di Segovia e del Comune di Segovia.
La curatrice evidenzia come il titolo della mostra faccia riferimento ad alcune dichiarazioni dello stesso Esteban Vicente raccolte dal critico Irving Sandler nel 1968. “La vera differenza tra la cultura spagnola e quella francese o italiana è un profondo senso della realtà”, spiega. “È difficile comprendere il significato del termine “realtà” nel contesto in cui lo utilizzo. È una qualità presente in tutta la letteratura spagnola, in contrasto con la letteratura italiana o francese. Basta guardare Cervantes, ad esempio. La sua opera si caratterizza, soprattutto, per questa impressionante percezione della realtà. La si ritrova anche in Zurbarán. E credo di possedere qualcosa di questo: un particolare senso di rifiuto per l’eccessivo”.
Come sottolinea Ana Doldán de Cáceres, “fedeli alle parole di Vicente, la selezione delle opere esposte, si basa sull'idea di rifiuto dell'artificioso a favore della vera realtà della pittura che è, in definitiva, sensuale. Anche sulla necessità dell'ordine come base della creazione e sull'austerità della materia”. (aise)