Le “Morfologie di luce” di Antonio Barrese alla Fondazione Marcello Morandini di Varese

Antonio Barrese, Shining Big 2025 - Archivio iconografico dell’Atelier Antonio Barrese

VARESE\ aise\ - Sino al 20 dicembre gli spazi della Fondazione Marcello Morandini di Varese accolgono la nuova mostra “Antonio Barrese: morfologie di luce”, a cura di Stefania Gaudiosi, un ampio percorso dedicato a uno dei protagonisti italiani della ricerca artistica tra arte, scienza e progetto.
Antonio Barrese, fondatore e anima del Gruppo MID (Mutamento Immagine Dimensione), ha sviluppato, sin dagli anni Sessanta, una poetica che unisce progettualità scientifica, tensione estetica e sperimentazione tecnologica, anticipando molte delle attuali riflessioni sul valore trasformativo e anticipatorio della ricerca artistica.
La mostra, inaugurata il 20 giugno con il patrocinio del Comune di Varese, presenta una selezione di immagini e opere interattive che indagano la luce come materia formale e concettuale, elemento generativo dello spazio e veicolo di potenziamento cognitivo. Alla base del lavoro artistico di Barrese c’è l’idea che arte, scienza e progettazione siano profondamente collegate e condividano la stessa missione: immaginare e anticipare il mondo che desideriamo costruire.
La Fondazione Morandini, con Morfologie di luce, crea un ambiente immersivo, dove lo spettatore è invitato a scoprire le potenzialità nascoste della luce e il suo divenire linguaggio ed espressione. Molte le opere esposte: una selezione di lavori storici e recenti, che coprono un arco temporale che spazia dal 1965 al 2025.
La mostra “Antonio Barrese: Morfologie di luce” sarà accompagnata da un articolato programma di iniziative culturali, educative e inclusive pensate per coinvolgere pubblici di tutte le età.
Nel corso della mostra, la Fondazione Morandini promuoverà due importanti conferenze pubbliche gratuite che vedranno protagonisti l’artista Antonio Barrese e la curatrice Stefania Gaudiosi. Questi incontri, in programma venerdì 17 luglio e venerdì 9 ottobre alle ore 18.30, offriranno al pubblico l’opportunità di confrontarsi direttamente con i principali interpreti del progetto espositivo, approfondendone i contenuti, i processi creativi e le tematiche di ricerca. Il dialogo con i visitatori proseguirà anche attraverso due speciali visite guidate serali, rivolte a adulti e appassionati d’arte, condotte da Barrese e Gaudiosi. Gli appuntamenti, previsti per sabato 4 luglio e sabato 19 settembre alle ore 17.30, si concluderanno con un aperitivo negli spazi della Fondazione, offrendo un’occasione informale di incontro e confronto.
Particolare attenzione sarà riservata ai più giovani attraverso un programma dedicato che comprende due visite guidate per bambini (12 settembre e 3 ottobre, ore 15.30), i Kids Lab della Fondazione Marcello Morandini, in programma un sabato al mese da settembre a dicembre, e il campus estivo Tra Forme & Colori, ampliato per il 2026 a tre settimane di attività tra luglio e settembre. Laboratori, esperienze creative e momenti di scoperta accompagneranno bambine e bambini nell’esplorazione dei temi della mostra, con la partecipazione dell’artista e della curatrice.
La Fondazione conferma inoltre il proprio impegno nei campi dell’inclusione e dell’educazione attraverso il progetto Memorie d’arte, dedicato alle persone con demenza senile e Alzheimer e ai loro accompagnatori, e grazie ai percorsi didattici per le scuole realizzati in collaborazione con Ambarabart SRLS. Completano il progetto la quarta edizione della residenza d’artista della Fondazione e la pubblicazione del catalogo della mostra, prevista per settembre, quale strumento di documentazione e approfondimento critico dell’esposizione.
Antonio Barrese nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi all’Accademia di Brera, esordisce giovanissimo nel panorama artistico italiano. Nel 1964 fonda il Gruppo MID insieme a Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni. L’attività del MID si distingue per ampiezza e sperimentazione: il gruppo realizza oggetti e strutture, installazioni interattive, grandi allestimenti, fotografie e film sperimentali, performance di sinestesia visivo-acustica e progetti ambientali, affrontando il rapporto tra arte e tecnologia con un approccio innovativo e visionario. Nel 1965 il MID partecipa, al museo di Arte Contemporanea di Zagabria, a Nuova Tendenza 3, mostra che raccoglieva gli esponenti dell’avanguardia di tutto il mondo. Nello stesso anno il gruppo tiene la sua prima mostra, Immagini stroboscopiche, alla Galleria Danese di Milano. Da quel momento seguono oltre quattrocento mostre, tra personali e collettive, in gallerie e musei italiani e internazionali. Dopo lo scioglimento del MID, avvenuto nel 1972, Barrese intraprende la carriera di designer, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui tre Compasso d'Oro, oltre a segnalazioni d’onore e a vari altri premi, tra cui il Premio Nadar. Parallelamente si dedica alla Narrativa Visuale, sperimentando l’incontro tra linguaggi differenti attraverso la fusione di immagine e scrittura, come nel libro-oggetto TrashZappingPixel. Nel 2007 la Fondazione VAF di Francoforte dedica al MID la monografia MID. Alle origini della multimedialità. Dall’arte programmata all’arte interattiva (Silvana Editoriale, Milano). Due anni dopo, nel 2009, realizza a Milano Albero di Luce, un’installazione cinetica e luminosa a scala urbana. Nel 2011 fonda insieme a Stefania Gaudiosi OperaAperta Arte Pubblica, una società dedicata all’innovazione artistica e culturale attiva anche in Brasile. Le sue opere fanno oggi parte di musei e collezioni private, in Italia e all’estero. (aise)