Premio Andrea Camilleri – Nuovi Narratori: i vincitori della seconda edizione

ROMA\ aise\ - Il 2 ottobre scorso al Teatro Quirino di Roma si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori della seconda edizione del Premio Andrea Camilleri - Nuovi Narratori.
Durante la serata, presentata dal conduttore RAI Pino Strabioli e dalla scrittrice Arianna Mortelliti, curatrice e organizzatrice del Premio, indetto dal Fondo Andrea Camilleri, sono stati svelati, presentati e premiati i vincitori della seconda edizione, dando vita a un vero e proprio spettacolo corale omaggio al grande scrittore, con esibizioni artistiche, musiche dal vivo, letture e immagini che hanno accompagnato le performance degli ospiti sul palco in un dialogo tra i diversi linguaggi artistici. La direzione artistica dell’evento è stata a cura di Luca Ferrini, la regia di Andrea Verticchio.
I vincitori della seconda edizione sono: per la categoria radiodramma Gianluca Ingaramo, sezione "chiù picca di sissanta" con "Fermata cieca" e Paolo Tartamella, sezione “chiù assà di sissanta” con “Due uomini”; per il racconto breve Samuele Cerquetti, sezione “chiù picca di sissanta” con “Tu non sei di qui” e Susanna Oliva, sezione “chiù assà di sissanta” con “Lo spazio vuoto”; per la categoria fiaba Luisa Taibi, sezione “chiù picca di sissanta” con “Il giorno in cui nonno Angelo diventò piccolo” e Claudia Palombi, sezione “chiù assà di sissanta” con “L’orca Urka e il segreto di Alamò”; per la categoria poesia Rosa Maria Di Natale, sezione “chiù picca di sissanta” con “L’autru passìa” e Benedetto Minuto per la sezione “chiù assà di sissanta” con “Ho premuto il grilletto contro l’altro soldato”.
Le opere si sono ispirate al tema scelto per la seconda edizione ovvero: “L’altro”. Un invito ad autori e autrici a raccontare storie di alterità, relazione, cambiamento, accoglienza, a superare confini, esplorare l’incomprensione, cercare un linguaggio comune. Il tema richiama l’idea del pensiero di Camilleri sull’umanità e la fratellanza: “Non bisogna avere paura dell’altro, perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro” scriveva Andrea Camilleri. L’altro non è un nemico, bensì una parte di noi, lo specchio attraverso cui ci riflettiamo. L’incontro con l’altro è un’opportunità che ci arricchisce nella capacità di accogliere ciò che ci è estraneo.
Sul palcoscenico gli attori Francesco Cassibba e Sarah Nicolucci hanno letto brani tratti dalle opere vincitrici dell’edizione 2026, che si sono alternati alle letture da opere di Andrea Camilleri a cura di Alessandra Mortelliti. Antonio Panzica, in arte lo Showmed, si è esibito con un intervento comico. Le musiche e le canzoni, in lingua italiana, siciliana e araba, di Mario Incudine - cantante, attore teatrale e polistrumentista, grande esponente della musica popolare siciliana -, insieme alla sua band composta da Francesco Bongiorno, Pino Ricosta, Manfredi Tumminello e Antonio Vasta, hanno dato vita a un grande racconto musicale dedicato a Camilleri. Sono intervenuti sul palco anche i presidenti di Giuria Tea Ranno (categoria Racconti brevi), Rodolfo Sacchettini (categoria Radiodramma), Annalisa Strada (categoria Fiaba), Giovanni Caccamo (categoria Poesia) che hanno premiato i vincitori.
Il Premio Andrea Camilleri - Nuovi Narratori intende valorizzare la scrittura in differenti forme, seguendo un percorso che ricalchi le orme dell’esperienza artistica e professionale dello scrittore che, prima di raggiungere il successo, ha avuto una intensa vita lavorativa come regista teatrale, autore e sceneggiatore per la Rai TV ed è rivolto, ad autori e autrici di racconti brevi, poesie, fiabe per bambini e radiodrammi. Ogni categoria è ulteriormente suddivisa in due sezioni, chiù picca di sissanta e chiù assà di sissanta, proprio perché il successo tardivo ha contraddistinto la carriera di Andrea Camilleri, un unicum nel suo genere. Ogni anno un tema diverso, sempre vicino all’opera o alla vita dello scrittore.
Le opere, dopo una selezione iniziale da parte del Fondo Andrea Camilleri, sono visionate dai Circoli di Lettura dell’Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali di Roma Capitale che, una volta operata la loro scelta, sottopongono le opere selezionate al giudizio di una Giuria finale, composta da: Riccardo Barbera, Giovanni Caccamo, Michele Caccamo, Massimiliano Catoni, Lodovica Cima, Edoardo De Angelis, Fulvia Degl’Innocenti, Giuseppe Fabiano, Idalberto Fei, Salvatore Ferlita, Davide Oliviero, Adriana Pannitteri, Lorenzo Pavolini, Poeta della Serra, Tea Ranno, Rodolfo Sacchettini, Ida Sansone, Annalisa Strada, Mary Barbara Tolusso, Andrea Vitali, Gloria Vocaturo.
Le opere vincitrici sono pubblicate in un’antologia edita dalla casa editrice Gemma Edizioni. Il radiodramma vincitore per la sezione “chiù picca di sissanta” “Fermata cieca” di Gianluca Ingaramo sarà prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e trasmesso su RAI Radio3. Il radiodramma “Tuo per sempre” di Mario Migliucci e Adriano Saleri vincitore del Premio Andrea Camilleri-Nuovi Narratori 2025 è andato in onda il 25 dicembre 2025 su RAI Radio3.
Nel corso della serata è stato annunciato il tema della terza edizione del Premio che sarà “Ciò che resta”, un invito agli autori a confrontarsi con la memoria e con “ciò che resta”: le tracce che persone, luoghi, esperienze e avvenimenti lasciano nelle nostre vite e nella storia. Per Andrea Camilleri la memoria è qualcosa che mantiene in vita. Ricordare, allora, non significa soltanto rivolgere lo sguardo verso ciò che è stato, ma continuare ad alimentarlo, impedire che scompaia, riconoscere quanto del passato continui ad agire nel presente. La memoria non è un archivio ordinato e immutabile. “La memoria a volte si disvela in quanto tale, altre gioca a nascondino e solo dopo ti accorgi che era memoria”, afferma Camilleri. Ciò che resta può dunque essere evidente oppure nascosto, custodito consapevolmente oppure riaffiorare quando meno ce lo aspettiamo. Accanto alla memoria individuale esiste poi quella collettiva. "La storia non ci insegna nulla, ma ci ricorda tutto. E allora la nostra è una perdita di memoria volontaria". Dimenticare può essere naturale, ma può anche diventare una scelta. Interrogarsi su ciò che resta significa allora interrogarsi anche su ciò che una famiglia, una comunità, un popolo decidono di conservare, tramandare, rimuovere o dimenticare. (aise)