Viaggio nel patrimonio storico dell’Opera: la nuova stagione del Teatro Petruzzelli di Bari

BARI\ aise\ - Parte dal tardo Settecento de La Cecchina di Niccolò Piccini e si conclude con il primo Ottocento de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini la nuova Stagione lirica del Teatro Petruzzelli di Bari, nel segno della riscoperta dell'identità e dei patrimoni culturali. Le due opere, nel 1760 e nel 1816, rappresentarono i maggiori successi del proprio tempo, passandosi il testimone tra due generazioni, ma entrambe tappe significative per l'affermazione universale dell'opera italiana, di recente riconosciuta come patrimonio culturale UNESCO.
Non a caso la programmazione 2026 del teatro di Bari propone due capolavori della "Trilogia popolare" di Verdi, tra le opere più rappresentate al mondo, ma in entrambi i casi in allestimenti che ne esaltano l'aspetto drammaturgico e l’attualità: La traviata, prevista in aprile, avrà i costumi di Valentino nell'allestimento di Sofia Coppola pensato per l'Opera di Roma; mentre Il trovatore, in scena ad ottobre, porta la firma di uno dei registi più affermati del nostro tempo, Davide Livermore, con l'allestimento del Teatro Regio di Parma.
Nel cuore della Stagione saranno proposte altre due operazioni di riscoperta dei patrimoni culturali, questa volta del territorio di Bari. In settembre sarà allestita in prima italiana l'opera contemporanea di Zygmunt Krautze Bona Sforza, co-prodotta con l'Opera di Cracovia. Bona Sforza fu una delle protagoniste del Rinascimento europeo, trasferitasi alla corte di Cracovia come regina di Polonia, che modernizzò rendendola una vera corte rinascimentale, ma senza mai tralasciare il suo amato Ducato di Bari, dove tornò dopo la morte del marito, trasformando il suo castello in una straordinaria fucina di arti e musica che fece di Bari una capitale internazionale.
L'altra operazione di recupero riguarda Franco Casavola, musicista nato a Modugno e diventato nel primo Novecento uno dei principali futuristi italiani, la cui opera comica Il gobbo del Califfo, tratta da una novella de Le mille e una notte, fu messa in scena all'opera di Roma nel 1929 con un successo talmente travolgente da valergli un premio e la replica in quasi tutte le città italiane. Anche a Bari Il gobbo giunse tre volte, al Petruzzelli nel 1930 e nel 1956 e poi al Teatro Piccinni l'ultima volta nel 1962. L'opera è stata poi dimenticata e la riscoperta di questo piccolo capolavoro, così come del suo autore, rientra pienamente nella linea di recupero dei propri patrimoni culturali che il Petruzzelli lancia con la Stagione 2026, con l'avvio delle grandi celebrazioni pluriennali per il Tricentenario della nascita del massimo compositore barese, Niccolò Piccinni, avvenuta nel 1728.
Ogni anno per tutto il triennio la Stagione della Fondazione sarà inaugurata da un'opera di Piccinni e si svolgeranno sempre più intense iniziative parallele, concertistiche e culturali, in accordo con il Comune di Bari primo promotore delle celebrazioni. Nel 2026, prima della rappresentazione della nuova produzione barese, basata sulla recente edizione critica di Francesco Paolo Russo, de La Cecchina ossia La buona figliola (che non soltanto è l'opera che dette la celebrità a Piccini, ma fu anche il titolo del Settecento più eseguito in tutto il mondo, con oltre 300 repliche dopo la prima romana, fino agli estremi d'Europa, alle Americhe, alla Russia e perfino alla Cina. dove fu la prima opera europea rappresentata nel 1776), è previsto un concerto nel giorno della nascita di Piccini, il 16 gennaio, che solennizzerà l'apertura del triennio di celebrazioni con la partecipazione della soprano di fama mondiale Rosa Feola, la quale ha accettato il ruolo di testimonial di Piccinni nel mondo, impegnata nel concerto di Bari insieme a Coro e Orchestra del Teatro Petruzzelli e alle prime parti dell'ensemble di strumenti antichi Cappella Neapolitana del direttore barese Antonio Florio.
Tra i nomi di assoluto prestigio che faranno parte delle produzioni previste per la prossima Stagione d'Opera si annoverano artisti di primo piano dell'attuale panorama lirico internazionale, tra cui Francesca Aspromonte, Pietro Spagnoli, Milan Siljanov, Roberta Mantegna, Jack Swanson, Anita Rachvelischvili e ancora Stefan Pop, Federica Guida, Andrezei Filonezvk, Fabio Sartori, Amartuvshin Ankhbat, Chiara Amari, Santiago Ballerini, Krystian Adam e Christian Senn tra i molti altri.
Regista in residenza per l'anno 2026 sarà Daniele Luchetti, cui sono affidate tutte le tre opere inaugurali di Piccinni fino al 2028 e che quest'anno firmerà anche Il barbiere di Siviglia di Rossini, che conclude in dicembre la Stagione 2026, chiudendo un cerchio ideale che unisce l'opera sette-ottocentesca alla modernità. Sua la cura anche di un docufilm su Piccini che sarà realizzato con gli allievi dell'Accademia del Cinema di San Pio di Bari.
Quanto alle altre offerte artistiche di questa ricca Stagione 2026 del Petruzzelli, si sottolinea nell’ambito della danza una versione del celebre Lago dei cigni di Caikovskij nell'eccezionale e innovativa forma proposta dal Ballet Preliocaj, compagnia considerata tra le più importanti e ammirate del balletto contemporaneo, fondata e guidata in Francia dal coreografo di origine albanese Angelin Preljocaj (nel 2026 si celebrano trent'anni dalla fondazione della Compagnia), che propone un nuovo approccio alla danza classica favorendo il dialogo tra i corpi danzanti e l'immagine attraverso l'uso avanzato di nuove tecnologie digitali.
Infine per la Stagione sinfonica saranno 9 i concerti che coinvolgono l'Orchestra del Petruzzelli, ormai considerata tra le più importanti realtà italiane, guidata dal suo direttore stabile Stefano Montanari nel concerto inaugurale di febbraio dedicato al grande compositore del Novecento Dmitrii Sostakovic. Nei restanti programmi l’Orchestra sarà invece guidata da direttori autorevoli della scena internazionale, da Jonathan Darlington ad Alpesh Chanhan, da Sasha Yankevych ad Alexander Sladkovsky, da John Axelrod a Vincenzo Milletari. Questi concerti sinfonici e gli ulteriori cinque appuntamenti cameristici coinvolgeranno solisti di alto prestigio come i violinista russo Iva Gringolts, la violinista ciapponese Karen Gomyo, il contrabbassista venezuelano proveniente dai Berliner Philharmoniker Edison Ruiz e il gradito ritorno del cornista Emanuele Urso, nativo di Martina Franca e già primo corno dell'Orchestra del Petruzzelli, oggi nello stesso ruolo al Teatro alla Scala. Importanti i nomi dei cantanti: Jan Bostridge (Lieder di Schubert. Mahler ed Henze), Louise Alder e Markus Werba (Brahms) e poi Elena Villalón, Kristina Mkhitaryan, Andrey Zhilikhovskv, Anna Prohaska, Laura Verrecchia, Filip Filipovié e Adolfo Corrado (gli ultimi quattro per la Petite Messe solennelle di Rossini). Non possono mancare i grandi pianisti, a cominciare da due giovanissime virtuose, la diciassettenne moscovita Alexandra Dovgan e Sophia Liu, nata in Cina e di nazionalità canadese, di un anno più giovane della collega e ancora Mikhail Pletnëv, Kirill Gerstein e Julius Drake.
Gli ormai tradizionali spazi per la musica barocca, eseguita con prassi “storicamente informata”, saranno dedicati al Concerto per la Pasqua con la Passione secondo Giovanni di Bach, eseguita dall'Ensemble e dal Coro “Il Pomo d'oro”, e al Messiah di Händel in prossimità del Natale, con i complessi di Akademie für alte Musik e Rias Kammerchor di Berlino, ancora due pietre minori del patrimonio culturale universale.
Tra le altre manifestazioni di alto valore culturale si ricorda la Giornata della Memoria del 27 gennaio, affidata al racconto, commissionato a Giovanni Bietti, dell'oratorio Un sopravvissuto di Varsavia di Arnold Schönberg, nonché la rinnovata collaborazione con il Bif&st di Bari, prevista a marzo, per la sonorizzazione di un film storico eseguita dal vivo dall'Orchestra del Teatro Petruzzelli.
Un progetto speciale si inserisce ancora perfettamente nella visione di recupero dei patrimoni culturali identitari della Puglia, con l'esecuzione in forma di concerto dell'inedita opera Marina, scritta nel 1889 dal compositore foggiano Umberto Giordano, eseguita in febbraio dall'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e dal Coro del Teatro Petruzzelli diretti da Vincenzo Milletari, con le prestigiose voci soliste di Freddie De Tommaso e Sonva Yoncheva, esecuzione che si terrà al Teatro dal Verme di Milano, registrata dal vivo e distribuita in disco dalla DECCA.
Torneranno le lezioni del ciclo Bari nella Storia della Musica, sia nella formula riservata ai Donor sia aperte a tutto il pubblico del Petruzzelli, insieme ad altre importanti collaborazioni culturali con Gianrico Carofiglio e Giordano Bruno Guerri, tra gli altri, che si occuperanno di introdurre le recite in abbonamento de Il gobbo del Califfo di Casavola, con Maria Grazia Pani per la commissione di uno spettacolo divulgativo su Piccinni e ancora con il drammaturgo ed editorialista Valerio Cappelli, autore di uno spettacolo sulla vita di Piccini diretto ed interpretato da Sergio Rubini.
Non meno importante nella ricca attività del 2026, l'omaggio dedicato all'ottantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana del 2 giugno, appuntamento voluto dal presidente della Fondazione Petruzzelli, nonché sindaco di Bari, in accordo con il prefetto di Bari.
Un'autentica innovazione rispetto al passato, che arricchisce ancor più l'offerta culturale e di spettacolo della Fondazione Petruzzelli in linea con l'idea fil rouge della Stagione, è la nascita di EXTRA 2026, una rassegna concentrata nel periodo estivo, dai primi di giugno a metà luglio, con appuntamenti di grande qualità e ampio respiro, per offrire a chi resta e anche a chi arriva a Bari un'estate sorprendente da vivere in Teatro, dove scoprire la bellezza del territorio e apprezzare la sfaccettata identità di Bari da
angolazioni tutte nuove.
Dalla fertile attività di coproduzione della Fondazione Petruzzelli con Laterza (che vede inoltre la ripresa del ciclo Lesioni di Storia, nuovamente dedicato al tema “Oriente e Occidente”) parte La nascita di Bari moderna, un'iniziativa dedicata alla storia e allo sviluppo della città dalla Rivoluzione Francese alla modernità divisa in quattro "movimenti".
E ancora: gala di danza classica e contemporanea, musica sinfonica e corale, musica barocca e jazz, ospiti di eccellenza come Ute Lemper, Paquito D'Rivera, Jacques Morelenbaum, Vinicius Barros, Antonella Albano, Nicoletta Manni e talenti del territorio si fonderanno assieme in un'estate dall'atmosfera unica.
In chiusura, un omaggio tutto speciale ai quarant'anni di gemellaggio tra Bari e Canton: la presenza di artisti cinesi all'interno della rassegna è un primo passo verso la costruzione di una relazione permanente che conduce allo scambio di ospitalità artistiche e spettacoli fra Bari e Canton, importante città del sud della Cina, che condivide con il capoluogo pugliese oltre due millenni di storia. (aise)