Yuri Ancarani a Bangkok Kunsthalle: The Sublime of the Real

BANGKOK\ aise\ - Il 14 febbraio alla Bangkok Kunsthalle l’artista italiano Yuri Ancarani presenterà il suo lavoro “The Sublime of the Real” in Thailandia.
Il progetto parte con la proiezione della Trilogia di cortometraggi La Malattia del Ferro e il film San Siro; seguirà una conversazione tra il videoartista e regista italiano e il direttore Stefano Rabolli Pansera.
L’arte di Yuri Ancarani travalica e sfugge alle categorizzazioni come film, mostra, installazione o documentario. Volutamente transmediale, la sua arte raggiunge Bangkok dopo una serie di recenti esibizioni che hanno visto protagoniste le sue opere alla Chengdu Biennale in Cina e a Hongkong.
Le partecipazioni internazionali e i riconoscimenti di Yuri Ancarani nell’ambito artistico sono numerose. “Atlantide”, uscito nel 2021, gli è valso il David di Donatello 2022 per il miglior documentario. Ha inoltre partecipato a numerosi festival cinematografici e mostre, tra cui la 55ª Biennale di Venezia e il MAXXI di Roma. È docente di videoarte presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio ACACIA 2023.
L’Istituto Italiano di Cultura di Bangkok, in collaborazione con Kunsthalle Bangkok, presenta i lavori di Yuri Ancarani La Malattia del Ferro e San Siro, Anatomia di uno stadio.
In quest’ultimo, con precisione chirurgica, Yuri Ancarani restituisce l’immagine di cablatori, facchini, poliziotti, steward, giardinieri, tecnici tv e tifosi che compongono l’invisibile ma tangibile forza lavoro dietro il business del calcio, mettendo in scena una natura morta ipnotica che accompagna lo spettatore in ogni inquadratura nell’avvicinarsi al pullman dei calciatori, beniamini dei tifosi.
La Malattia del Ferro è formata da tre cortometraggi: Il Capo, Piattaforma Luna e Da Vinci. I tre cortometraggi sono una critica pungente alla condizione di alienazione di tecnici e operai. L’installazione documentario permette ai visitatori di entrare in una dimensione intima, cruda e personale degli operai grazie ad ogni dettaglio perfettamente studiato, come ad esempio l’inquadratura finale di Piattaforma Luna.
In un’intervista Yuri ha dichiarato: “L’unica scena che non ho ripreso io è stata quella finale: una ripresa soggettiva presa direttamente dalla telecamera di controllo posizionata al centro del casco del sommozzatore. La scena più bella è girata dall’operaio”. (aise)