Assistenza sanitaria per gli Aire extra Ue: gli emendamenti in Commissione Affari Sociali in Senato

ROMA\ aise\ - Prosegue nella Commissione Affari Sociali del Senato l’esame in sede redigente della proposta di legge a prima firma Di Giuseppe (FdI) per estendere l’assistenza sanitaria in Italia ai cittadini italiani iscritti all’Aire residenti in Paesi extra europei dietro pagamento di un contributo annuo di 2.000 euro. La seduta di questa mattina, alla presenza del sottosegretario per la salute Gemmato, era dedicata alla illustrazione dei 36 emendamenti presentati in Commissione, la maggior parte dei quali riferiti all’ammontare del contributo che, da più parti, si vorrebbe “modulato” in base alle disponibilità dei connazionali. Richiesti anche esoneri per particolari categorie (disabili, studenti, minorenni e ultra 65enni).
Solo il senatore Magni (Misto-AVS) è intervenuto sul complesso degli emendamenti a sua prima firma che prevedono, appunto, la “modulazione del contributo sulla base della situazione economica soggettiva e nella garanzia dell'assistenza sanitaria a favore dei minorenni e delle persone con disabilità”.
Presentato anche un ordine del giorno dalla relatrice in Commissione Elena Murelli (Lega), su cui il presidente della Commissione Zaffini si è riservato di pronunciarsi in merito alla sulla proponibilità.
L’ordine del giorno in questione impegna il Governo “a valutare l'opportunità di esplicitare che le disposizioni in materia di assistenza sanitaria previste dal provvedimento non si applicano nei confronti di cittadini italiani iscritti all'AIRE residenti in Paesi che hanno stipulato con l'Italia Accordi o Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale in materia di assistenza sanitaria”.
Intanto, la Commissione ha registrato i pareri favorevoli approvati dai colleghi degli Affari Costituzionali e degli Esteri – Difesa.
La prima Commissione ha approvato un parere non ostativo con una osservazione (astenuti i senatori 5 Stelle).
L’osservazione recita “all'articolo 4, comma 2, valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere forme di coinvolgimento della Conferenza Stato-regioni nel procedimento di adozione del decreto del Ministro della salute ivi previsto, alla luce delle competenze costituzionalmente riconosciute alle regioni e alle province autonome in materia di tutela della salute”.
In terza Commissione, invece, il voto sul parere è stato preceduto da un breve dibattito durante il quale il senatore Menia (FdI) ha preannunciato il voto favorevole del proprio Gruppo, evidenziando però “l'eventualità che, nell'attuazione del provvedimento in titolo, possano verificarsi problemi di aggravio finanziario per il bilancio statale, considerando la circostanza che, per determinate aree geografiche dove l'assistenza sanitaria risulta notoriamente precaria - ad esempio, in Sud America - i cittadini residenti all'estero richiedano l'intervento del sistema sanitario nazionale”.
La senatrice La Marca (Pd), dopo aver dichiarato l'astensione del proprio Gruppo, ha riconosciuto “l'intenzione positiva, sottesa al provvedimento in esame, di garantire la tutela assicurativa ai concittadini all'estero”, ma ha anche sottolineato “la circostanza per cui, per i già citati Paesi del Sud America, potrebbe costituire, in particolare per i pensionati, un notevole problema finanziario il pagamento della quota annuale di circa 2.000 euro per l'assicurazione. Ciò comporterebbe il rischio di ingenerare una situazione perniciosa in cui convivano compatrioti di serie A e di serie B”.
Astenuti anche i senatori 5 Stelle, come annunciato da Marton.
La commissione ha quindi approvato il parere favorevole proposto dal relatore.
“La Commissione affari esteri e difesa,
esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza;
considerato che la residenza nello stesso territorio dell'azienda sanitaria risulta essere, ai sensi della normativa vigente, una condizione essenziale per usufruire dei servizi e delle prestazioni erogati dalle aziende sanitarie locali, determinando di fatto delle disparità di trattamento verso e tra gli italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero;
apprezzato l'obiettivo di fondo del provvedimento che è quello di estendere l'assistenza sanitaria anche agli italiani residenti all'estero;
condivisa l'impostazione del provvedimento che è quella di voler garantire il diritto all'assistenza sanitaria in territorio italiano, previo pagamento di un contributo su base annua, anche ai cittadini italiani regolarmente iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) che siano residenti in Paesi che non appartengono all'Unione europea e non aderiscano all'Associazione europea di libero scambio (EFTA);
auspicando che nella definizione delle modalità attuative relative all'accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale possano essere introdotti criteri e quantificazioni per consentire l'erogazione di contributi economici a quei cittadini che non dispongono di adeguate risorse finanziarie proprie,
esprime parere favorevole”. (aise)