Assistenza sanitaria per gli Aire in Italia: rinviato il seguito dell’esame alla Camera

ROMA\ aise\ - È stato rinviato alla prossima settimana il seguito della discussione generale sulla proposta di legge sull’assistenza sanitaria per gli italiani iscritti all’Aire, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio. All’esame dei deputati la proposta di legge presentata da Andrea Di Giuseppe (Fdi) – che, composta da 4 articoli è stata adottata come testo base dalla Commissione Affari Sociali – e delle abbinate proposte di legge a prima firma Di Sanzo (Pd) e Onori (Az), tutti eletti all’estero.
Iniziato lunedì scorso, l’esame era previsto nelle sedute di mercoledì, prima, e giovedì poi, ma è stato rinviato alla seduta del 18 novembre.
Nel frattempo, la Commissione Bilancio si è espressa, bocciandoli, sui subemendamenti presentati dalle opposizioni – Pd, Avs e Azione – per intervenire sul contributo da 2mila euro previsto dalla legge per continuare ad usufruire del SSN.
Relatore in Commissione, Andrea Tremaglia (FdI) ha illustrato i subemendamenti ai colleghi: si tratta, ha spiegato, di proposte che “a vario titolo riproducono il contenuto di emendamenti su cui la Commissione ha già espresso parere contrario, perché suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura”.
In particolare, Porta (Pd) proponeva di rimodulare il contributo in base al reddito e la possibilità di frazionarlo; Zanella (Avs) di prevedere il contributo frazionabile, da 500 a 1500 euro, invece dei 2mila indicati nel testo base; in un secondo subemendamento, la deputata chiedeva di intervenire anche sugli effetti del mancato versamento del contributo eliminando la sospensione dell'accesso alle prestazioni del SSN, come indicato dalla legge, prevedendo la sola messa in mora del connazionale; Ricciardi (Pd) e Onori (Az) chiedevano invece di eliminare il comma 4 dell'articolo 2 della legge, secondo cui, in caso di rinuncia, l'accoglimento di una nuova richiesta di accesso alle prestazioni a carico del SSN è subordinata al versamento dei contributi dovuti per il periodo intercorrente tra la rinuncia e la nuova richiesta di accesso, maggiorati degli interessi legali. Tema questo, su cui Zanella chiedeva di prevedere il versamento del contributo per il solo anno di presentazione della richiesta (invece di quello dei contributi complessivi dovuti nel periodo intercorrente tra la rinuncia e la nuova richiesta).
Tutte proposte, ha commentato Tremaglia, “suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura” e per questo da bocciare. Cosa che la Commissione, d’accordo con la sottosegretaria all’economia Lucia Albano presente alla seduta, ha infine fatto. (aise)