Incentivi fiscali per pensionati extra Ue e lavoratori impatriati: l’esame in Senato

ROMA\ aise\ - Dopo la pausa “referendaria”, la Commissione Finanze del Senato ha ripreso l’esame del ddl Matera (FdI) sugli incentivi fiscali - un’aliquota del 4% per 15 anni – per i pensionati extra Ue che trasferiscono la residenza in un comune nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne (Snai).
Nella seduta di ieri, la Commissione ha deciso di abbinare all’esame del ddl Matera quello presentato dalla senatrice Tilde Minasi (Lega) “Incentivi fiscali per i titolari di redditi da pensione di fonte estera e per i lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza fiscale nei piccoli comuni del Mezzogiorno”.
Il relatore Melchiorre (FdI) ha illustrato questo nuovo testo a colleghi spiegando che anche esso prevede un regime agevolato – imposta forfettaria al 5% - per le persone fisiche titolari di redditi da pensione da fonte estera che trasferiscono la propria residenza in Italia in uno dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, ma, ha aggiunto, prevedendo “specifici requisiti economici e territoriali”. Il ddl Minasi “prevede che il beneficio possa essere riconosciuto esclusivamente ai contribuenti che trasferiscono la propria residenza in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e il cui reddito familiare annuo, determinato ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), non superi i 20.000 euro”. Questo per fare in modo che “l'agevolazione fiscale sia rivolta prioritariamente a nuclei familiari con redditi medio-bassi, evitando possibili utilizzi distorsivi dello strumento e assicurando una maggiore coerenza della misura con i principi di equità del sistema tributario”.
L'articolo 2 del ddl della senatrice, invece, introduce interviene sull'articolo 5 del decreto legislativo 209/2023 (disposizioni in materia di fiscalità internazionale), introducendo un nuovo comma – il 10-bis.
L’articolo 5, ha ricordato Melchiorre, “disciplina il nuovo regime agevolativo a favore dei lavoratori impatriati e si applica ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d'imposta 2024” prevedendo che “i redditi da lavoro dipendente e assimilati prodotti in Italia dai soggetti suddetti concorrono alla formazione del reddito complessivo solo parzialmente ed entro un limite di 600.000 euro annui”. La proposta di Minasi è che “le percentuali di imponibilità” previste dall’articolo 5 “siano ridotte al 10 per cento per i soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in uno dei comuni italiani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e il cui reddito familiare annuo, calcolato ai fini dell'ISEE, non superi i 20.000 euro”. In questo caso, l’obiettivo è di “rafforzare l'attrattività fiscale dei piccoli comuni italiani, favorendo il trasferimento della residenza da parte di contribuenti che scelgono di stabilirsi in territori caratterizzati da una minore densità abitativa e da condizioni di maggiore fragilità demografica”.
Nel complesso, ha riassunto il relatore, “l'intervento normativo è volto a promuovere il ripopolamento e la rivitalizzazione dei piccoli centri, contribuendo al riequilibrio territoriale e al rafforzamento delle economie locali. Attraverso l'introduzione di mirate agevolazioni fiscali, il disegno di legge intende sostenere politiche di valorizzazione delle aree interne contrastando fenomeni di marginalizzazione territoriale, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di coesione economica e sociale”.
Il Presidente della Commissione Garavaglia (Lega) ha quindi proposto di congiungere l'esame del disegno di legge Minasi a quello di Matera assunto come testo base, anche perché ad esso erano già stati presentati emendamenti. Proposta approvata dalla Commissione che ha dato mandato al relatore di valutare la predisposizione di emendamenti derivanti dal disegno di legge Minasi. (aise)