Chinese Voices on Palladio: il contributio del PoliTo alle celebrazioni dell’architetto rinascimentale in Cina

PECHINO\ aise\ - In occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, l'Ambasciata d'Italia a Pechino e l'Istituto Italiano di Cultura di Pechino hanno promosso un programma espositivo, senza precedenti in Cina, dedicato ad Andrea Palladio, il genio che ha inventato un linguaggio architettonico dalla grande influenza in tutto il mondo.
È in corso a Pechino presso il Museo Nazionale della Cina, fino al prossimo 15 maggio, la grande mostra storica “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antico al Classico” che presenta disegni, modelli originali e persino la copia de "I quattro libri dell'architettura" portata in Cina da Matteo Ricci nel XVII secolo. La mostra evidenzia parallelismi sorprendenti tra la visione di Palladio e la tradizione architettonica cinese, come l'enfasi sulle proporzioni geometriche, la simmetria, l'armonia con la natura e il valore dell'eredità antica, raccontando la figura di Palladio come ponte tra Oriente e Occidente.
Curata dal CISA – Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio – e dall’Istituto Treccani, la mostra vede il contributo del Dipartimento di Architettura e Design-DAD del Politecnico di Torino attraverso le video-interviste a Yung Ho Chang, Li Xinggang e Zhang Li, tre figure di primo piano nella cultura architettonica cinese di oggi.
Si tratta dell’anticipazione di una seconda mostra del programma palladiano in Cina: "Chinese Voices on Palladio", la cui apertura è prevista per giugno prossimo con la curatela di Politecnico di Torino/DAD, Tsinghua University e Istituto Treccani. Un team curatoriale internazionale ha infatti prodotto dodici video-interviste in cui alcuni tra i più noti architetti cinesi contemporanei (oltre ai già citati, figure come Zhu Pei, Gong Dong, Wang Hui di Urbanus tra gli altri) riflettono sull'eredità di Palladio, condividendo le proprie interpretazioni personali e le influenze del maestro vicentino sulla loro esperienza professionale e sulla cultura architettonica del XXI secolo.
Queste testimonianze saranno affiancate da una serie di installazioni a cura degli stessi architetti – modelli, disegni e oggetti concettuali – che creeranno un paesaggio di idee in cui il pubblico potrà navigare liberamente. Il contributo del Politecnico non si limita alla produzione tecnica, ma si inserisce in un quadro scientifico volto a esplorare come il contesto culturale rinascimentale possa ancora interagire con le sfide odierne del progetto e della formazione architettonica. (aise)