“The Colour of Memories”: la Basilicata si racconta ad Amsterdam attraverso il progetto fotografico di Michele Marazia

AMSTERDAM\ aise\ - La memoria di un borgo storico lucano, simbolo di forza e resilienza, in una mostra europea a cura di Michele Marazia.
La storia e la memoria di Alianello arrivano ad Amsterdam, grazie al progetto fotografico del materano Michele Marazia che dal 9 aprile sarà presentato nella capitale olandese in occasione della mostra “The Colour of Memories – Alianello, Basilicata (Italy)”.
Allestita presso l’OBA Javaplein Bibliotheek, l’esposizione offre un dialogo visivo con un luogo plasmato dalla memoria, dal silenzio e dalla presenza umana.
Il lavoro nasce da un incontro con il borgo storico di Alianello, oggi disabitato ma ancora ricco di tracce, storie e memoria. Attraverso una serie di fotografie realizzate tra le sue strade e le sue case, il progetto restituisce voce ad una comunità che per generazioni ha abitato questo territorio.
La storia del paese è profondamente legata ai terremoti che hanno segnato la Basilicata. Il sisma del 16 dicembre 1857, tra i più devastanti della storia sismica italiana, colpì duramente la regione causando migliaia di vittime. Nonostante la distruzione, gli abitanti scelsero di ricostruire il paese con le proprie mani, dando vita a una comunità che ha continuato a vivere e crescere per oltre un secolo. Una realtà rurale autonoma, semplice, dove ognuno conosceva l’altro, dove non servivano autorità per mantenere l’armonia.
Il terremoto del 23 novembre 1980 segnò poi una nuova fase della storia del borgo, che venne progressivamente abbandonato. Oggi Alianello rappresenta un luogo suggestivo della memoria storica lucana, dove paesaggio, architettura e storia continuano a raccontare il rapporto profondo tra le persone e la propria terra.
Con questo progetto fotografico, l’autore intende restituire dignità a questo patrimonio culturale, trasformando le immagini in uno strumento di memoria e di racconto del territorio.
La mostra ad Amsterdam rappresenta anche un’importante occasione di promozione internazionale per la Basilicata, portando all’attenzione del pubblico europeo la storia, i paesaggi e l’identità culturale di una regione ricca di forza e tradizioni.
L’evento sarà accompagnato da un incontro culturale con la partecipazione dell’antropologa materana Ciriaca Coretti e dello storico olandese Rob Van Veelen, che approfondiranno il rapporto tra memoria, territorio e patrimonio culturale, in un dialogo tra Basilicata ed Europa.
Attraverso “The Colour of Memories”, la storia di Alianello e della Basilicata continua così a viaggiare oltre i confini, trasformando la memoria di un luogo in un racconto condiviso.
Se chi osserva queste fotografie riuscirà a percepire, anche solo per un istante, la presenza di quella vita, allora Alianello continuerà a vivere. Come nel 1857, come nel 1980, come ogni volta che la memoria trova il modo di diventare luce.
Michele Marazia, nato a Matera, in Basilicata, si avvicina alla fotografia nel 2014, scoprendo in essa un linguaggio capace di esprimere la propria sensibilità e il proprio sguardo sul mondo. Dopo circa dodici anni di lavoro come metalmeccanico, intraprende un percorso di ricerca personale, dedicandosi alla fotografia. Frequenta corsi di formazione e sviluppa principalmente sul campo la propria pratica. Nel 2016 si specializza nella post-produzione digitale presso l’Accademia Professionale di Fotografia e Post-Produzione di Parma, collaborando successivamente con fotografi documentaristi e avvicinandosi alla narrazione visiva legata alla dimensione umana e ai luoghi.
Partecipa a diverse esposizioni tra cui Fotogrammi (Matera, 2016), Metropolis Fest con menzione speciale (2017) e Building Basilicata nell’ambito dell’Italian Film Festival di Nantes (2018). Dal 2018 vive nei Paesi Bassi, dove lavora principalmente come ritoccatore professionista collaborando con fotografi e studi fotografici.
Negli ultimi anni è tornato a concentrarsi sulla propria produzione autoriale, sviluppando progetti fotografici dedicati al rapporto tra memoria, territorio e identità.
Il suo lavoro indaga ciò che spesso passa inosservato, attraverso uno sguardo attento e rispettoso verso persone e luoghi. (aise)