La Sardegna dell'artigianato creativo contemporaneo: a Mogoro tradizione, design e turismo si incontrano

foto dell'edizione 2025

ORISTANO\ aise\ - Da sessantacinque edizioni racconta la Sardegna attraverso le mani, la creatività e la capacità di guardare al futuro senza perdere il legame con la tradizione. In programma dal 18 luglio al 13 settembre 2026, la Fiera dell'Artigianato Artistico della Sardegna di Mogoro (Oristano) torna ad abitare gli spazi del Centro Fiera del Tappeto, confermandosi protagonista di un appuntamento che dal 1961 valorizza l'artigianato artistico locale ed è tra le manifestazioni più longeve e apprezzate d'Italia. L'inaugurazione ufficiale si terrà oggi alle 19, con il tradizionale taglio del nastro.
Promossa dal Comune di Mogoro con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione di Sardegna e dell'Unione dei Comuni Parte Montis, la Fiera rinnova diverse collaborazioni istituzionali che nel tempo ne hanno accompagnato la crescita. Vetrina dell'eccellenza regionale, capace di trasformare l'artigianato artistico in esperienza culturale, attrazione turistica e leva di sviluppo economico, la kermesse è diventata, nel corso degli anni, un luogo d’incontro tra tradizione e ricerca, memoria e innovazione. Un patrimonio condiviso che valorizza l'arte manuale locale come espressione viva della cultura materiale e come strumento capace di raccontare l'identità del territorio.
INTRECCI, IL CONCEPT DELL'EDIZIONE 2026
L'edizione 2026 riunisce 113 artigiani provenienti da tutta la Sardegna, rappresentativi di 13 comparti dell'artigianato artistico, chiamati a raccontare la straordinaria varietà e la contemporaneità del patrimonio manifatturiero regionale. Ogni opera racchiude la storia di un territorio, di una tecnica e di una cultura che continua a rinnovarsi senza perdere autenticità. Il percorso espositivo, sviluppato su 2.500 mq e ripensato secondo il concept "Intrecci", scelto dalla direzione artistica per il 2026 e ispirato alla tradizione tessile di Mogoro, dà vita a una trama di relazioni tra artigiani, opere e luoghi.
Ceramica, tessitura, oreficeria, legno, vetro, metalli, pelletteria, coltelleria, ricamo, intreccio, pietra, tessuti e produzioni agroalimentari dialogano all'interno di un allestimento che valorizza un patrimonio in continua evoluzione, capace di unire tradizione e design contemporaneo, offrendo uno sguardo inedito sulla ricchezza e sulla vitalità del saper fare artigiano della Sardegna. In questa prospettiva, la Fiera si conferma non solo come vetrina dell'artigianato artistico locale, ma anche come crocevia di esperienze, dove ogni manufatto racconta il valore del fare, dei saperi tramandati e della creatività che continua a rinnovarsi.
Il nuovo concept trova espressione anche nel nuovo allestimento, dove la tradizionale suddivisione per comparti produttivi lascia spazio a un percorso costruito sul legame tra le opere e sulla loro dimensione progettuale. Gli oggetti sono presentati non solo come espressione di una tecnica artigianale, ma come risultati di ricerca, creatività e design. Materiali e lavorazioni differenti dialogano attraverso accostamenti inediti, mettendo in luce affinità, contaminazioni e connessioni che superano la semplice classificazione merceologica e restituiscono una lettura contemporanea del saper fare artigiano.
A rappresentare questa visione è anche la grande installazione sospesa collocata al centro dello spazio espositivo. Realizzata con fili di lana reinterpretati in chiave contemporanea, richiama uno dei materiali più identitari della tradizione artigianale di Mogoro e diventa il segno visibile del tema della manifestazione: un filo che unisce persone, opere e territori, accompagnando il visitatore lungo tutto il percorso espositivo.
OLTRE L'ESPOSIZIONE: ESPERIENZA E APPROFONDIMENTI
Ad arricchire la sessantacinquesima edizione contribuisce anche un calendario di appuntamenti che affianca il percorso espositivo con incontri e approfondimenti offrendo ai visitatori nuove occasioni di partecipazione. La Fiera rinnova la collaborazione con realtà culturali e associative che ne ampliano l'offerta. Tra queste, l'Accademia di Musica Sarda, ideata da Simone Grussu, promuove la valorizzazione della musica tradizionale e dell'artigianato musicale dell'Isola attraverso un percorso dedicato agli strumenti, alla ricerca e alla trasmissione dei saperi.
Tra i progetti ospitati dalla Fiera trova spazio anche la Scuola di Intreccio del Comune di Sinnai, dedicata alla salvaguardia e alla trasmissione dell'antica arte de su strexu e fenu, la tradizionale tecnica di intreccio di giunco e fieno da cui nascono i caratteristici cestini sinnesi. L'iniziativa punta a preservare e tramandare questo patrimonio identitario alle nuove generazioni, sostenendo al contempo il percorso di riconoscimento del cestino di Sinnai come prodotto tipico del territorio. La sua presenza alla Fiera interpreta pienamente il tema dell'edizione 2026, "Intrecci", valorizzando il dialogo tra tradizione, formazione e identità.
Tra le novità dell'edizione 2026 "I Colori di Giulia", un progetto dedicato ai giovani, all'arte e all'inclusione. Protagonista è Giulia, giovane artista di 24 anni nello spettro autistico, che attraverso la pittura esprime emozioni, creatività e una personale visione del mondo. Le sue opere testimoniano come l'arte possa diventare uno strumento di dialogo e valorizzazione della neurodiversità, in piena sintonia con il tema della manifestazione, "Intrecci", che celebra l'incontro tra esperienze, sensibilità e linguaggi differenti.
Completano il programma la mostra dedicata all'arazzo storico curata dal Gruppo Folk Su Sticcau, il bookshop della Pro Loco di Mogoro e le iniziative promosse insieme ad associazioni e istituzioni impegnate nella valorizzazione dell'artigianato, contribuendo a rendere la Fiera un luogo vivo di conoscenza. (aise)