Presentata l’edizione 2026 di TuttoFood 2026: nasce carta dei valori del cibo del futuro

ROMA\ aise\ - Ispirato al modello agroalimentare italiano promosso dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e orientato a guidare le filiere globali del food verso un sistema più sostenibile, più inclusivo, più sicuro e trasparente con una prospettiva che sia focalizzata su un accesso universale e consapevole al cibo inteso come valore e non semplice merce, come bene primario per il benessere individuale e sociale, come strumento culturale di base per un dialogo universale: è il Food Manifesto, presentato ieri, 17 marzo, al Masaf nel corso della conferenza stampa istituzionale dedicata all’edizione 2026 di Tuttofood Milano. Un vero e proprio Manifesto d’indirizzo per la community mondiale del cibo che Fiere di Parma, anche alla luce del riconoscimento UNESCO alla Cucina Italiana, è pronta a divulgare e condividere con i protagonisti internazionali del Food&Beverage, dalle aziende ai buyers fino ai media e alla comunità scientifica, che affolleranno i padiglioni di Rho Fiera Milano dall’11 al 14 maggio.
“Tuttofood è un evento ormai consolidato, così come lo è il nostro sistema produttivo, fondato sulla qualità dell’offerta e capace di reggere anche nei momenti più complessi come quelli che stiamo attraversando”, ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida. “Grazie all’impegno dell’intero comparto produttivo e del Governo, che ha candidato la cucina italiana a patrimonio dell’UNESCO, abbiamo registrato un ulteriore salto di qualità nell’attenzione verso il nostro modello, basato su un forte legame tra il territorio, le produzioni di eccellenza e la sicurezza alimentare. Attraverso fiere come questa, strategica per il Sistema Italia e per il Sistema Europa, possiamo creare vere e proprie vetrine internazionali, nelle quali presentare il meglio del Made in Italy a operatori e buyer provenienti da tutto il mondo. Un lavoro che viene premiato anche sul fronte dell’export che registra la cifra record di 72,4 miliardi di euro”.
Oltre 200 eventi di altissimo livello in 4 giorni, 80 paesi presenti, rappresentati da decine di TPO (Trade Promotion Organization) e dalle rispettive aziende leader, oltre 4.000 top buyer provenienti da tutto il mondo, molti dei quali gestiti dall’incoming program di ICE Agenzia, un ricco Fuori Salone pensato insieme alle istituzioni e alle imprese, una collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano che ha posizionate, in sole 2 edizioni, Tuttofood tra le prime fiere di settore al mondo, la collaborazione di Fiera Colonia che ha messo a disposizione la piattaforma di competenze e relazioni di Anuga: questo e molto altro sono gli ingredienti di un evento che intende diventare leader qualitativo a livello internazionale. Anche lanciando un Food Manifesto che metta il cibo al centro di uno sviluppo sostenibile e consapevole.
“L’agroalimentare rappresenta un sistema di filiere che hanno un forte impatto sull’economia nazionale”, ha dichiarato il presidente di Ice-Agenzia, Matteo Zoppas, collegato in videoconferenza. “Con Fiere di Parma stiamo svolgendo un lavoro significativo in termini di innovazione e capacità di attrazione di imprese e buyer, raddoppiando le attività di incoming e sostenendo roadshow e business matching internazionali. Azioni che si rivelano sempre più strategiche alla luce di criticità come dazi, oscillazioni euro-dollaro e tensioni geopolitiche che stanno particolarmente incidendo su alcuni mercati come il Medio Oriente. È dunque fondamentale intensificare gli sforzi promozionali aiutando le imprese a cogliere nuove opportunità in mercati emergenti come Mercosur e India, puntando sempre più sul prodotto italiano specializzato”.
A validare questa centralità di Tuttofood nella definizione del cibo come attore rilevante nell’agenda geopolitica globale la presenza in conferenza stampa di Dirk Jacobs, direttore generale di Food & Drink Europe. “Il settore alimentare e delle bevande europeo è un pilastro strategico dell'economia, che offre milioni di posti di lavoro, sostiene le comunità rurali e valorizza cultura, patrimonio e innovazione”, ha detto Jacobs, per il quale “l'Italia svolge un ruolo di primo piano in questo contesto europeo. In un periodo di incertezza geopolitica, sistemi alimentari resilienti e un libero scambio sono essenziali. Piattaforme come Tuttofood contribuiscono a connettere produttori, acquirenti e partner, rafforzando la cooperazione e la competitività in tutto il settore alimentare e delle bevande europeo”.
Il modello industriale italiano ed europeo, dove convivono colossi multinazionali con migliaia di fiorenti PMI e centinaia di prodotti DOP-IGP di grandissimo successo, a Tuttofood si specchia con i corrispettivi degli altri continenti i quali, pur con traiettorie differenti, stanno convergendo verso una interpretazione etica ancor prima che economica del cibo.
“Tuttofood si pone così l’obiettivo strategico di affermarsi come il primo hub fieristico per il sistema agroalimentare globale”, ha sottolineato Franco Mosconi, presidente Fiere di Parma, “grazie alla sua capacità di attrarre e connettere le filiere dell’agribusiness italiane ed estere. Una prospettiva che come Fiere di Parma perseguiamo con tutte le nostre forze e di cui siamo molto orgogliosi”.
Sempre per Fiere di Parma è intervenuto anche l’amministratore delegato Antonio Cellie. “Le performance dell’export italiano sono un esempio per le filiere di tutto il mondo; mangiare meglio non significa solo alzare la qualità intrinseca del cibo ma rispettare l’ambiente, i territori e sé stessi”, ha osservato. “Il boom delle IG* è solo la punta di un iceberg di un movimento fatto di uomini e donne del nostro paese che hanno rigenerato tradizioni nonché filiere e che hanno sempre più seguaci in tutto il mondo. Per questo l’Italia a livello globale è diventata una “destinazione” per i foodies e i professionisti del settore; per lo stesso motivo Tuttofood in sole due edizioni ha raddoppiato le sue dimensioni triplicando il numero di espositori esteri. Nel 2026 proseguiamo in questa direzione collaborando con tutte le istituzioni e dialogando con il mondo”.
In questa direzione va il Food Manifesto. Realizzato con il supporto di numerose istituzioni tra cui il Future Food Institute e sostenuto dalle principali organizzazioni internazionali dell’agroalimentare, il progetto ha l’ambizione di coinvolgere tutti gli stakeholder a livello internazionale verso una visione condivisa e sostenibile relativa al Futuro del Cibo. Una piattaforma, anche operativa, sulla quale costruire e aggiornare i rapporti tra gli attori della filiera al fine di soddisfare e tutelare la domanda di cibo salvaguardando e valorizzando tutti i soggetti coinvolti. Da un consumatore che potrà e dovrà curarsi innanzitutto mangiando, a territori che sapranno uscire da una economia di sussistenza fino a imprese che vorranno capitalizzare gli investimenti ESG. Il settore agroalimentare nel suo complesso, in questo contesto mondiale drammatico della nostra storia recente, è pronto a lanciare in occasione di Tuttofood un messaggio chiaro: il cibo di domani dipende solo dalle nostre scelte di oggi. (aise)