Tutela dei prodotti Made in Italy/ Conti (Anci): rivedere regole origine doganale

ROMA\ aise\ - Promuovere presso il Comitato delle Regioni, già nella prossima sessione plenaria di marzo, tutte le azioni necessarie a tutela dei nostri prodotti agricoli e alimentari e del Made in Italy, partendo dalla revisione della disciplina sull’origine dei prodotti agricoli e alimentari che deriva dai criteri sulla “origine doganale”. Questa la richiesta avanzata da Michele Conti, sindaco di Pisa e delegato Anci ad Agricoltura, sovranità alimentare e promozione delle tipicità, in una lettera inviata al capo della delegazione italiana del CdR, Alberto Cirio.
Conti ricorda che “per la disciplina doganale contenuta nel regolamento (UE) n. 952/2013, l’origine di un prodotto è determinata dal Paese o territorio in cui lo stesso è stato interamente ottenuto, oppure dal Paese o territorio in cui è avvenuta l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale”.
Tale circostanza, che consente di attribuire l’origine del prodotto all’ultimo Paese di trasformazione, “genera esiti ambigui per la disciplina doganale, soprattutto riguardo ai prodotti agroalimentari”. Ma soprattutto “genera rischi economici e reputazionali derivanti dalla commercializzazione di alimenti etichettati come made in Italy, realizzati con ingredienti provenienti da altri Paesi ma che in Italia hanno subito soltanto l’ultima trasformazione sostanziale”.
Da qui la richiesta del delegato Anci “di un intervento per escludere dall’ambito di applicazione del codice doganale i prodotti agricoli e alimentari”. E di conseguenza “prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza, avendo – conclude il sindaco di Pisa – come obiettivo generale quello di garantire la trasparenza, la salute e la corretta informazione dei consumatori”. (aise)