FUMETTI PER L’EMIGRAZIONE: I PERCHÉ DI VIGNALI

FUMETTI PER L’EMIGRAZIONE: I PERCHÉ DI VIGNALI

ROMA\ aise\ - Antonio Cossu, Virginio Vona, Thomas Campi, Enrico Marini, Angelo Libutti, Laura Zuccheri, sono alcuni dei grandi nomi del fumetto mondiale. Ma sono anche alcuni dei grandi nomi che “onorano l’Italia” dall’estero con la loro arte. Ed è con questi “pennelli in fuga”, infatti, che il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Maria Vignali, vuole raccontare la storia dell’emigrazione italiana.
Alla Farnesina, in occasione della XX Settimana della Lingua e della Cultura Italiana, quest’anno dedicata anche all’arte del fumetto, abbiamo incontrato proprio il Direttore Generale Vignali, che ci ha voluto spiegare i perché della scelta del fumetto, e dunque di una nuova chiave di lettura, per raccontare l’epopea dell’immigrazione italiana nel paese nord-europeo attraverso il libro “Una storia importante. Settant'anni di immigrazione italiana in Belgio e oltre”, promosso dalla DGIT del MAECI, dall’Ambasciata e dal Comites del Belgio.
Realizzata da Antonio Cossu, fumettista e docente belga di origine sarda, l’opera racconta delle esperienze della comunità italiana nel paese, a partire dall’accordo fra Italia e Belgio del 1946 - braccia (italiane) per carbone (belga) - per poi arrivare al fenomeno migratorio attuale, alle controverse battaglie politiche contemporanee anti-migranti e alla nuova immigrazione italiana post-crisi, toccando dunque anche la cosiddetta “fuga dei cervelli”. Il tutto condito da storie commoventi, spesso dolorose e tragiche, come il disastro di Marcinelles, ma anche di successo e di integrazione. E per questo, secondo Vignali, questa narrazione può “fungere da ispirazione e da sostegno per i giovani connazionali che scelgono oggi la strada dell’emigrazione all’estero, alla ricerca di opportunità”.
“Diffondere la conoscenza dell’emigrazione italiana nel mondo è fondamentale”, ha spiegato il Direttore Generale. Fondamentale “non solo per preservarne la memoria alle future generazioni, ma anche per permettere ai ragazzi di oggi, interessati al fenomeno della nuova mobilità internazionale, di confrontarsi con le vicende di quanti, prima di loro, hanno avviato un percorso di vita simile”. E per diffondere questa conoscenza, e allargarla verso un pubblico più giovane, Vignali, con la Direzione Generale Sistema Paese della Farnesina, l’Ambasciata e il Comites del Belgio, hanno voluto utilizzare l’arte del fumetto.
E il perché di questa scelta, secondo il Direttore Generale, è riscontrabile nello stile che il fumetto è capace di sfruttare. È una nuova “modalità di comunicazione: agile e innovativa”, ha spiegato Vignali, volta a “permeare le nuove generazioni”. Questa è infatti “un’opera educativa”, che disegna “una storia universale che accomuna tutte le comunità di espatriati nel mondo”. Di fatto, la narrazione di Cossu non racconta solo di vicende esclusivamente italo-belghe, ma “si interseca con la storia d’Europa, e d’Italia, del dopoguerra”. Particolare importanza è riservata, ovviamente, alla tragedia di Marcinelles di 63 anni fa, dove morirono 262 persone, di cui 136 immigrati italiani. Un dramma che, quanto meno, ha potuto essere un “veicolo per un aumentata sensibilità ai diritti dei lavoratori”, ha ricordato Vignali.
Dunque, i temi trattati dal fumettista di origine sarda forniscono all’opera, che si avvale anche degli autorevoli prologhi dell’ex premier Romano Prodi e dell’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, oltre quelli di Vignali stesso e dell’Ambasciatrice d’Italia a Bruxelles, Elena Basile, “una spiccata funzione pedagogica”.
L’idea, proprio per assecondare questa funzione pedagogica ed educativa evidenziata dal Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, è quella di presentare e distribuire questa edizione di “Una storia importante” anche “nelle scuole romane, come già fatto in Belgio”. Il Covid e la crisi socio-sanitaria di questo nefasto periodo, però, hanno obbligato ad annullare o rimandare alcune delle presentazioni in programma (ne era prevista una al “Romics”, nell’aprile scorso), e anche di alcuni dei progetti (doveva essere già distribuito nelle scuole romane ma non è stato possibile farlo).
Ma nonostante tutto questo Vignali ha assicurato: “non vogliamo fermarci qui”. Tanto che, oltre a parlare dei fumetti già pubblicati che raccontano di italiani all’estero (come “Maccaronì”, di Thomas Campi, e “All’inizio era una valigia di cartone”, di Ilaria Marinelli) ha poi voluto enfatizzare il discorso anche con i progetti futuri che coinvolgeranno autori di Graphic Novels italiani nel mondo. Tra questi, molto caro al Direttore, c’è quello che si rifà a “L’Italia del Père-Lachaise”, e che illustra le vite di 61 italiani sepolti al cimitero di Parigi, che si sta trasformando anche in un fumetto, a cura Virginio Vona, artista italiano che lavora in Francia, volto sempre alla sensibilizzazione di un pubblico più giovane al tema migrazione tricolore. Un libro che parlerà in chiave giovanile di direttore d’orchestra, partigiani, scrittori e grandi personalità dello Stivale morte oltralpe.
Riguardo al progetto “Una storia importante”, Vignali ha detto di averci “creduto da subito in quanto innovativo”. Anche perché questo è stato pensato e realizzato “nella patria del fumetto, il Belgio”. E in più, questo, è un progetto che “ha il merito di valorizzare il ruolo dei Comitati degli Italiani all’Estero, i nostri organi di rappresentanza nel mondo, che in raccordo con i Consolati, le Ambasciate e le Associazioni italiane sono uno strumento essenziale nel coinvolgimento delle Comunità locali, proprio attraverso iniziative al passo con i tempi e nuove come è questa del fumetto”.
“La storia degli italiani in Belgio - ha detto al termine dell’intervista Vignali - è stata spesso raccontata attraverso aneddoti, struggenti ma purtroppo veri, ed è una storia fatta di una forte umanità ma anche di grandi sacrifici”. E dunque, come si legge anche nella conclusione del prologo del libro dal quale si evince il macro senso del perché la DGIT ha voluto finanziare questo progetto: “spetta a noi tutti la responsabilità di continuare a narrare le tante vicende che hanno coinvolto gli italiani all’estero, affinché possano essere ancora oggi d’ispirazione e sostegno”. (luca matteuzzi\aise) 

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