“MIGRAZIONE, ACCOGLIENZA, INCLUSIONE, CO-SVILUPPO”: DOMANI IL CONVEGNO DELLA CIPMO CON IL VICE MINISTRO DEL RE

“MIGRAZIONE, ACCOGLIENZA, INCLUSIONE, CO-SVILUPPO”: DOMANI IL CONVEGNO DELLA CIPMO CON IL VICE MINISTRO DEL RE

ROMA\ aise\ - Il ruolo delle Diaspore Med-Africane in Italia è essenziale per facilitare l’inclusione dei nuovi arrivati e per contrastare possibili derive jihadiste o terroristiche, non solo per promuovere progetti di co-sviluppo nei Paesi d’origine. Di questo si parlerà in “Migrazione, Accoglienza, Inclusione, Co-sviluppo. Il ruolo delle Diaspore Med-Africane. Anno III. Elementi di policy nazionale e locale”, convegno in programma il prossimo 14 marzo, dalle 15.00 alle 18.30, alla Camera dei Deputati. Ad aprire i lavori l’intervento del Vice Ministro degli esteri Emanuela Del Re.
L’Iniziativa è promossa dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente - CIPMO - in partnership con la Centro Studi e Rivista Confronti, con la collaborazione del Centro Studi e Ricerche IDOS - Dossier Statistico Immigrazione, del Centro Piemontese di Studi Africani (CSA) e del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), sostenuta dall’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il Convegno si propone come complementare al recente Summit delle Diaspore, tenutosi nel Dicembre 2018 a Milano, che è stato centrato sulle questioni del Co-Sviluppo, mentre questa iniziativa è focalizzata sulle politiche di inclusione dei migranti nel medio periodo.
“L’attenzione mediatica – rileva Janiki Cingoli, Presidente di CIPMO - è concentrata sulla questione degli arrivi e dei rifugiati, ma il dato reale sono i sei milioni di persone di origine straniera che già vivono in Italia. Gli sbarchi sono oramai praticamente azzerati, bisogna guardare oltre l’emergenza. Per facilitare i processi d’inclusione dei nuovi arrivati e garantire il contrasto ai processi di radicalizzazione e le possibili derive terroristiche – prosegue Cingoli –, è essenziale il ruolo delle Comunità di origine dai Paesi di provenienza dei nuovi arrivati, ed in particolare le Comunità Diasporiche Med-Africane”.
“Le diaspore sono laboratori di possibile resilienza e integrazione sociale, anche attraverso le proprie organizzazioni culturali e religiose”, afferma Claudio Paravati, Direttore di “Confronti”. “È necessario fare di tutto per sostenere i processi positivi e costruttivi, e portare a emersione ciò che, talvolta proprio per il nostro quadro legislativo da aggiornare – come nel caso della libertà religiosa – non può esprimersi al meglio e contribuire alla ricchezza della società tutta”.
I lavori – presieduti da Cingoli e Paravati – saranno introdotti da Lia Quartapelle, membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati.
Dopo l’intervento di apertura del Vice Ministro Del Re, Antonio Ricci, Vice Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, offrirà una panoramica della situazione.
Quindi i lavori proseguiranno divisi in due panel. Il primo dedicato a “La voce delle Diaspore Med- Africane”, il secondo a “La risposta delle Istituzioni”.
Tra gli interventi quelli di Lorenzo Fioramonti, Vice Ministro al Miur, Nicola Molteni, Sottosegretario all’Interno, Tatiana Esposito, Direttrice Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro, Leonardo Carmenati, Direttore Vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Daniela Di Capua, Direttrice del Servizio centrale SPRAR/SIPROIMI e Carlos Talamas, Responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Formaper - Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi.
Le conclusioni saranno affidate ad Armando Barucco, Capo Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica della Farnesina. (aise) 

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