UNICAL E MAECI PER IL TURISMO DELLE RADICI

Unical e MAECI per il Turismo delle Radici

ROMA\ aise\ - Un Master universitario che crei competenze e professionalità specifiche per accogliere in Italia un turismo specifico: quello delle radici. Un turismo “emozionale” mirato a coinvolgere gli italiani e gli italo-discendenti nel mondo e che comporta, e può comportare ancora di più in futuro in vista della ripresa post-covid, una grande spinta per il settore.
È questa l’assunto base dal quale parte il “Master in Progettazione e gestione dei viaggi delle radici”, presentato ieri sera, 3 marzo, dall’Università della Calabria in un webinar al quale hanno preso parte, oltre ad alcuni futuri studenti dal Brasile, dall’Argentina e dal Belgio, e oltre a diversi parlamentari (tra cui l’eletto all’estero del Pd, Nicola Carè), e alcuni sindaci del territorio calabrese, anche il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Maria Vignali, e il consigliere Giovanni Maria De Vita, sempre della DGIT della Farnesina.
Dopo la presentazione del direttore del Master (nonché moderatore della serata) Tullio Romita, e l’introduzione di Patrizia Piro, Prorettore dell’ateneo calabrese, e di Alfio Cariola, Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche di Unical – che si sono detti entrambi contenti e interessati per questa iniziativa, la prima in Italia, e di poter collaborare fattivamente con il Ministero degli Affari Esteri per lo sviluppo del turismo delle origini - ha preso parola proprio Vignali. Il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del MAECI ha ringraziato l’Università della Calabria, perché “oggi, una grande idea si concretizza: quella del turismo delle radici. E si concretizza attraverso la presentazione di questo Master che ritengo uno degli assi centrali per la nostra strategia di promozione di questo turismo”. Attirare italo-discendenti nei paesi di origine, infatti, a suo parere non deve rimanere un’idea astratta, “un’idea slogan”, quanto piuttosto “deve concretizzarsi in azioni precise per una strategia turistica”. Come MAECI, “ci siamo mossi su tre linee guida per dare contenuto al turismo delle radici: promozione (approfittando della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo); creazione della “Guida al Turismo delle Radici” (che conta già 8 regioni italiane, tra cui la Calabria); e preparazione (ossia creare un percorso che formi operatori dell’accoglienza, in Italia e all’estero, che possano dare forma anche pacchetti specifici a questi turisti)”. Ed è su quest’ultimo punto (che è secondo Vignali “un perno centrale per far decollare il turismo delle radici”) che si inserisce il Master presentato ieri e che partirà ufficialmente nel prossimo week-end. Un Master che, in ultima analisi, serve per creare quella “verticalizzazione contenutistica” che rappresenta un “investimento che può essere molto redditizio anche in termini economici e che potrà essere replicato in altre università”, ha concluso il DG.
Il Professor Romita ha poi potuto presentare il Master nello specifico, ricordando l’importanza della collaborazione con il MAECI e con l’Associazione Raiz Italiana, che ha poi realizzato la Guida alla Radici. Il Master si concentrerà infatti sul capire esigenze e tipi di turisti, che sono gli emigranti e gli italiani di seconda o terza generazione, ma anche cercando di capire l’importanza delle residenze e dei piccoli borghi e centri disabitati. Ma la cosa fondamentale per dare adito a quell’“esperienzialità” di cui necessita il turismo delle radici, è necessario capire come dare “a questo tipo di persone la possibilità di fruire il territorio nella loro pienezza e legarlo alla storia della loro famiglia”. Se si vuole “competere” nel turismo è infatti decisivo “andare a fondo su queste figure, che ha diverse forme”. E l’idea è infatti “quella di formare figure professionali”, e nel Master ci sono delle “competenze che al momento ci sembrano le più rilevanti”. Il Master, ha informato Romita, è anche “internazionale”. Tra i 20 iscritti, infatti, ci sono persone che vengono dalle Americhe e dall’Europa. E l’idea centrale è che questi studenti, una volta formati, possano interagire “sia con il mercato, tour operator e agenti di viaggio, ma anche con la governance pubblica, affiancando i comuni nell’accoglienza e influenzando politiche”.
Dopo la presentazione a cura del Direttore Romita, sono intervenuti poi diversi parlamentari: Nicola Carè, Anna Laura Orrico, Fulvia Michela Caligiuri; e poi ancora Sindaci e rappresentanti di associazioni di categoria, partendo da Rosanna Mazzia (Sindaco Comune di Roseto Capo Spulico), Salvatore Paone (Sindaco di Maida), Vincenzo Farina (Presidente Confesercenti Calabria), Francesco Gentile (Presidente SKAL INTERNATIONAL Calabria), Francesco Favia (Presidente International Academic Research Center), Innocenza Giannuzzi (Presidente Confartigianato Turismo Catanzaro) e Demetrio Crucitti (ex Direttore della Sede Regionale della Rai).
Infine, prima dei saluti finali di Vignali, ci sono state le conclusioni della riunione affidate a Giovanni Maria De Vita della DGIT, che ha ringraziato tutti gli intervenuti e specialmente l’Università della Calabria: “nel dibattito sono venuti fuori spunti interessanti che costituiranno una prima base per una strategia che verrà sviluppata per il settore”. Ma tre sono gli input emersi durante la riunione, ad avviso di De Vita: uno, “importanza del turismo delle radici per la promozione di un turismo fuori dal mainstream turistico”. Due, “la consapevolezza in termini di “risorsa” di questo turismo, cioè in termini economici ma anche di crescita generale dei territori, che sono spesso caratterizzati da bassi indicatori di sviluppo”. Tre, “il ruolo delle istituzioni per la promozione consolidata da questo settore”. Questo Master, che è il “primo che viene organizzato in Italia su questo tema, e forse nel mondo, è un ulteriore servizio per le comunità. E il desiderio diffuso di queste comunità è quello di riallacciare i rapporti tra Italia e comunità all’estero, che è un legame unico”. E il Maeci, secondo De Vita, non poteva non promuovere questo progetto, perché “è la prima trasposizione in concreto della grande idea del turismo delle Radici”. E la Farnesina vuole “sostenere iniziative come questa”.
A chiosa dell’incontro, è stato ancora Vignali a ribadire la sua soddisfazione per il “profondo interesse dimostrato da tutti gli attori coinvolti verso questo Master”. Tutti gli interventi, secondo lui, hanno dimostrato “l’estrema ricchezza di questo tema: ci sono mille rivoli, artistici, culturali, culinari e oltre, che possono essere tutti sfruttati dal Turismo delle Radici, attraverso centralità di coordinamento e anche di comunicazione. In questo – ha assicurato Vignali - il Ministero degli Affari Esteri sarà al vostro fianco”. (luc.matt.\aise) 

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