FRANCESCO: TRASFORMATE BENI E RICCHEZZE IN RELAZIONI

FRANCESCO: TRASFORMATE BENI E RICCHEZZE IN RELAZIONI

ROMA\ aise\ - “La ricchezza può spingere a erigere muri, creare divisioni e discriminazioni. Gesù, al contrario, invita i suoi discepoli ad invertire la rotta: “Fatevi degli amici con la ricchezza”. È un invito a saper trasformare beni e ricchezze in relazioni, perché le persone valgono più delle cose e contano più delle ricchezze possedute”. Così Papa Francesco che, prima dell’Angelus recitato insieme ai fedeli riuniti a piazza San Pietro, ha richiamato la pagina del Vangelo di Luca con la parabola sull’amministratore furbo e disonesto che, accusato di aver dilapidato i beni del padrone, sta per essere licenziato.
“In questa situazione difficile, - ha spiegato il Papa – egli non recrimina, non cerca giustificazioni né si lascia scoraggiare, ma escogita una via d’uscita per assicurarsi un futuro tranquillo. Reagisce dapprima con lucidità, riconoscendo i propri limiti: “Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno”; poi agisce con astuzia, derubando per l’ultima volta il suo padrone. Infatti, chiama i debitori e riduce i debiti che hanno nei confronti del padrone, per farseli amici ed essere poi da loro ricompensato. Questo – ha stigmatizzato il Santo Padre – è farsi amici con la corruzione e ottenere gratitudine con la corruzione, come purtroppo è consuetudine oggi”.
“Gesù – ha, quindi, aggiunto il Papa – presenta questo esempio non certo per esortare alla disonestà, ma alla scaltrezza. Infatti sottolinea: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza”, cioè con quel misto di intelligenza e furbizia, che ti permette di superare situazioni difficili. La chiave di lettura di questo racconto sta nell’invito di Gesù alla fine della parabola: “Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”. Sembra un po’ confuso, questo, - ha osservato Bergoglio – ma non lo è: la “ricchezza disonesta” è il denaro – detto anche “sterco del diavolo” – e in generale i beni materiali. La ricchezza può spingere a erigere muri, creare divisioni e discriminazioni. Gesù, al contrario, invita i suoi discepoli ad invertire la rotta: “Fatevi degli amici con la ricchezza”. È un invito a saper trasformare beni e ricchezze in relazioni, perché le persone valgono più delle cose e contano più delle ricchezze possedute. Nella vita, infatti, porta frutto non chi ha tante ricchezze, ma chi crea e mantiene vivi tanti legami, tante relazioni, tante amicizie attraverso le diverse “ricchezze”, cioè i diversi doni di cui Dio l’ha dotato. Ma Gesù – ha sottolineato – indica anche la finalità ultima della sua esortazione: “Fatevi degli amici con la ricchezza, perché essi vi accolgano nelle dimore eterne”. Ad accoglierci in Paradiso, se saremo capaci di trasformare le ricchezze in strumenti di fraternità e di solidarietà, non ci sarà soltanto Dio, ma anche coloro con i quali abbiamo condiviso, amministrandolo bene, quanto il Signore ha messo nelle nostre mani”.
“Fratelli e sorelle, questa pagina evangelica fa risuonare in noi l’interrogativo dell’amministratore disonesto, cacciato dal padrone: “che cosa farò, ora?”. Di fronte alle nostre mancanze, ai nostri fallimenti, - ha rimarcato Papa Francesco – Gesù ci assicura che siamo sempre in tempo per sanare con il bene il male compiuto. Chi ha causato lacrime, renda felice qualcuno; chi ha sottratto indebitamente, doni a chi è nel bisogno. Facendo così, saremo lodati dal Signore “perché abbiamo agito con scaltrezza”, cioè con la saggezza di chi si riconosce figlio di Dio e mette in gioco sé stesso per il Regno dei cieli”.
“La Vergine Santa – ha concluso – ci aiuti ad essere scaltri nell’assicurarci non il successo mondano, ma la vita eterna, affinché al momento del giudizio finale le persone bisognose che abbiamo aiutato possano testimoniare che in loro abbiamo visto e servito il Signore”.
Dopo la preghiera mariana, Papa Francesco ha ricordato ai fedeli che domenica prossima, 29 settembre, ricorrerà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. “Per l’occasione celebrerò la Santa Messa qui in Piazza San Pietro. Vi invito a partecipare a questa celebrazione per esprimere anche con la preghiera la nostra vicinanza ai migranti e rifugiati del mondo intero”. (aise) 

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