Cnr e Sapienza nello studio sulle scimmie sudamericane che svela l’evoluzione del consumo di carni nell’uomo

Credits: Luciano Candisani, CC-BY 4.0

ROMA\ nflash\ - Il consumo di vertebrati è raro nei primati non umani, al contrario, ciò ha avuto un ruolo molto importante nell’evoluzione della nostra specie. Determinare quando e perché gli altri primati sfruttano queste risorse può contribuire a comprendere il consumo di carne nei nostri antenati. La rivista Plos One ha appena pubblicato uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricerca, fra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), Noemi Spagnoletti (ex-dottoranda nello stesso Istituto, attualmente presso Sapienza Università di Roma) e Susana Carvalho, paleoantropologa Direttore scientifico del Gorongosa National Park (Mozambico). Si tratta del più esteso record finora pubblicato sul consumo di carne nei cebi barbuti Sapajus libidinosus, una scimmia sudamericana famoso perchè abitualmente usa strumenti litici. I risultati offrono un modello comparativo per riflettere sul ruolo che il consumo di piccoli vertebrati potrebbe aver avuto nell’evoluzione umana. (nflash)