Il diplomatico di Hemingway - di Arturo Varè

ROMA\ nflash\ - Nel capitolo XXXIV di Addio alle armi (1929), Ernest Hemingway descrive l'incontro tra il protagonista Frederic Henry e un vecchio diplomatico italiano a Stresa, sul lago Maggiore: un anziano signore «dai capelli e dai baffi bianchi, pieno di distinzione», che aveva «servito in diplomazia sotto l'Austria e poi con l'Italia». Non era un personaggio immaginario. Era il conte Giuseppe Greppi di Bussero e Corneliano, che Hemingway aveva conosciuto di persona durante la sua convalescenza a Milano nell'autunno del 1918. Il conte Giuseppe Greppi di Bussero e Corneliano, nato a Milano il 25 marzo 1819 e morto a Roma l’8 maggio 1921 all’età di centodue anni, fu uno degli ultimi grandi diplomatici della tradizione ottocentesca europea: nobile, ambasciatore, studioso, saggista. Una figura che attraversò per intero il lungo Ottocento, dalle legazioni austriache alle aule del Senato del Regno d’Italia. La sua vita ha la dimensione di un’era geologica: nacque nell’Europa della Restaurazione e morì nell’Europa uscita dal primo conflitto mondiale. (nflash)