Israele tra Gaza, Libano e Iran: la crisi di una strategia fondata sulla forza - di Yari Lepre Marrani

screenshot dal profilo X @netanyahu
ROMA\ nflash\ - Negli ultimi anni il Medio Oriente è precipitato in una delle fasi più drammatiche della sua storia contemporanea. Al centro della tempesta vi è Israele, guidato dal governo di Benjamin Netanyahu, accusato da una parte crescente della comunità internazionale di aver trasformato la risposta militare agli attacchi subiti in una campagna permanente di devastazione regionale, con conseguenze umanitarie, politiche ed economiche enormi. Le accuse di genocidio si sommano, si intersecano sino a trovare una ben concreta conferma nei fatti prima che nei pensieri della popolazione internazionale. Le accuse non riguardano più soltanto la guerra a Gaza. Sempre più osservatori internazionali denunciano un modello di azione militare che si estende al Libano, alla Siria e al confronto con l’Iran, alimentando il rischio di un conflitto regionale incontrollabile. Parallelamente cresce il numero di giuristi, esperti ONU e organizzazioni per i diritti umani che parlano apertamente di possibili crimini di guerra e, nel caso palestinese, di atti compatibili con la definizione giuridica di genocidio, tema oggi discusso anche davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. (nflash)