“Modernità come dialogo”: Cortona riaccoglie l’eredità artistica di Gino Severini

Gino Severini, Danza del Pan-Pan al Monico, 1909, Musee National d'Art Moderne - Centre Pompidou, Parigi, Francia

CORTONA\ nflash\ - “Gino Severini. Modernità come dialogo” è la mostra internazionale con cui sino all’1 novembre la Città di Cortona - negli ultimi anni impegnata a ridefinire e riannodare il legame tra uno dei principali protagonisti dell’arte del Novecento e la sua città natale, valorizzandone i luoghi di riferimento, l’eredità culturale e artistica, il legame affettivo e gli stimoli reciproci - celebra al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, in Palazzo Casali, il sessantesimo anniversario dalla morte di Severini (1883-1966). Una mostra volutamente di ricerca, con un taglio critico a tesi pensato dalle curatrici Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva e, nel contempo, di grande impatto per percorso e allestimento: con oltre 80 opere tra dipinti e disegni prestati da tanti musei italiani ed esteri e da collezioni private di assoluto rilievo - a partire dal Centre Pompidou di Parigi, dall’Estorick Collection di Londra e dal Musée d’Art et Industrie Saint Etienne, fino al Museo del Novecento di Milano, alla Pinacoteca Vaticana, al MART di Rovereto e soprattutto alle Collezioni Romana Severini e Franchina -; con documenti originali che, oltre ad emozionare, aiutano a definire il contesto storico e culturale, i dibattiti, le relazioni tra i maggiori artisti del tempo, le riflessioni teoriche e la gestazione di alcuni lavori; e, infine, con l’eccezionale testimonianza, attraverso bozzetti, studi e una inedita documentazione fotografica, degli affreschi realizzati da Severini in numerose chiese nella Svizzera romanda - momento centrale del suo confronto con l’arte religiosa dopo il ritorno alla fede cristiana del ’23 - e con un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXR. (nflash)