Porta (Pd): trasformare la memoria delle tragedie dell’emigrazione in coscienza attiva e responsabilità politica

ROMA\ nflash\ - La storia delle migrazioni italiane costituisce una delle trame più profonde e meno pacificate del nostro Novecento, un laboratorio di identità collettiva nel quale si intrecciano povertà e modernizzazione, Stato nazionale e diaspora, lavoro e diritti. Fin dalla fine dell’Ottocento, l’Italia si è configurata come “Paese d’emigrazione” sistemica: milioni di persone hanno lasciato le campagne e le periferie urbane per dirigersi verso le Americhe e, successivamente, verso i Paesi europei più industrializzati, in un flusso che ha ridisegnato la geografia sociale del Paese. In questo lungo processo due tragedie, il naufragio del piroscafo Sirio nel 1906 e il disastro minerario di Marcinelle nel 1956, emergono come veri e propri snodi simbolici, capaci di dare forma alla memoria e di interrogare la nostra coscienza civile”. A scriverne è stato Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America, in questo articolo pubblicato su meridianoitalia.tv, testata online diretta da Gianni Lattanzio, nei giorni in cui ricorre il 70esimo anniversario della tragedia della miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio. (nflash)