Aire e sanzioni: Onori (Azione) interroga il Governo

ROMA\ aise\ - “Chiarire la portata” delle sanzioni per la mancata iscrizione all’Aire. È quanto richiede Federica Onori, deputata di Azione eletta in Europa, in una interrogazione a risposta orale ai Ministri degli esteri Tajani, dell’economia Giorgetti e dell’interno Piantedosi.
“L'iscrizione all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) rappresenta, in base alla legge n. 470 del 1988, articolo 6, sia un diritto-dovere del cittadino italiano residente oltre confine sia un presupposto fondamentale per l'accesso ai servizi consolari così come per l'esercizio di importanti diritti”, ricorda Onori nella premessa. “La legge 30 dicembre 2023, n. 213 recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026, ha introdotto alcune importanti modifiche relativamente alle iscrizioni anagrafiche; in particolare in merito alle summenzionate modifiche, si segnala che: l'articolo 1, comma 242, della legge di bilancio, modificando la legge n. 1228 del 24 dicembre 1954, introduce misure più severe per chi, spostando anche solo di fatto la propria residenza all'estero, non ottempera all'iscrizione all'Aire. Nello specifico, il novellato articolo 11 della prefata legge 1228 del 1954 permette ai comuni italiani di erogare una sanzione da 200 euro fino ad un massimo di 1.000 euro a persona per ogni anno di mancata iscrizione all'Aire e fino ad un massimo di 5 anni”.
“L'accertamento e l'irrogazione delle sanzioni – riporta la parlamentare – sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui l'obbligo anagrafico non risulta adempiuto o la dichiarazione risulta omessa; inoltre, l'articolo 1, comma 243, della legge di bilancio, prevede uno specifico obbligo di segnalazione al comune di iscrizione anagrafica in capo a tutte le amministrazioni pubbliche che, nell'esercizio delle loro funzioni, vengano a conoscenza di elementi tali da indicare la residenza all'estero, anche solo di fatto, del concittadino”.
“Alla luce di quanto illustrato e nella consapevolezza che la legge di bilancio non abbia valore retroattivo”, secondo Onori “si crea di fatto un possibile scenario di retroattività della sanzione amministrativa, peggiorativa della situazione giuridica soggettiva in questione. Concretamente si sarebbe, infatti, puniti più gravemente di prima anche se il fatto si fosse verificato prima dell'entrata in vigore della legge”.
Ricordato, infine, che “la legge n. 689 del 1981 stabilisce all'articolo 1, comma 1, che “nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione””, Onori chiede ai Ministri “se non ritengano opportuno adottare le iniziative di competenza volte a chiarire la portata delle citate modifiche legislative concernenti l'inasprito quadro sanzionatorio relativo al mancato adempimento del diritto-dovere di iscriversi all'Aire”. (aise)