Aree interne/ Porta (Usef): non rassegnarci al declino

PALERMO\ aise\ - Si è svolto oggi a Palermo, nella Sala delle Conferenze della Regione Siciliana, il convegno “Zone interne: problemi e soluzioni – Emigrazione, spopolamento, denatalità”, promosso dall’USEF con CARSE, FLET–Patto per Restare e “Questa è la mia terra”, con il contributo dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro.
Nelle conclusioni, il Presidente dell’USEF e deputato Pd, Fabio Porta, ha rivolto un saluto al Segretario Generale Massimo Raso, a tutta la dirigenza USEF presente e collegata da remoto e a tutti i relatori intervenuti – parlamentari europei, assessori e deputati regionali –, ringraziando Salvo Li Castri per il coordinamento dei lavori e Totò Bonura per la relazione introduttiva, insieme ai dirigenti USEF presenti in sala e collegati da remoto e a quanti hanno seguito il convegno.
Porta ha quindi definito lo spopolamento delle aree interne e la recessione demografica “il tema centrale e dirimente per il futuro della Sicilia: non possiamo rassegnarci al declino - ha detto Porta sottolineando che “colpisce che il nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne parli di “accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”: un invito, come denunciano i Vescovi italiani, a un vero e proprio suicidio assistito dei territori”.
Il Presidente USEF, che è anche Segretario della Commissione parlamentare sulla recessione demografica, ha indicato due priorità: garantire servizi essenziali – sanità, scuola, mobilità, cultura, sicurezza – nei territori a bassa densità, e sostenere imprese locali, ricambio generazionale e connettività digitale. Il documento conclusivo della Commissione, ha annunciato, “parlerà anche degli italiani all’estero, con misure per trattenere i giovani, agevolarne il rientro e favorire il trasferimento in Italia delle nuove generazioni nate fuori dai confini nazionali”.
Netta la critica del Presidente USEF al quadro politico: “le due ferite della riforma della cittadinanza e della nuova legge elettorale, lo sperpero di risorse sul turismo delle radici e il clima ostile sulle elezioni dei Comites impongono una mobilitazione. Nei prossimi mesi si gioca una partita vitale per il rapporto tra l’Italia e i suoi sei milioni di cittadini nel mondo”.
Infine il rilancio della linea congressuale USEF sul rapporto diretto con Sindaci ed enti locali: “questa - ha concluso Porta - deve essere anche la scommessa della Regione Siciliana, che non può più ripetere l’errore di dimenticare le sue collettività nel mondo e il ruolo dell’associazionismo storico, di cui l’USEF è oggi la principale e naturale espressione”. (aise)