Billi (Lega): garantire congruo aumento i dipendenti della rete consolare in Svizzera

ROMA\ aise\ - “I dipendenti della rete consolare Svizzera, i nostri dipendenti, sia i contrattisti che gli impiegati, ormai da anni soffrono del cambio sfavorevole che c'è tra franco svizzero ed euro e a questo si è aggiunta, negli ultimi tempi, anche un'inflazione abbastanza galoppante nel territorio rossocrociato”. A ricordarlo è stato oggi Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, intervenuto sull’ordine dei lavori a Montecitorio.
“La Farnesina sta lavorando e sta sviluppando un decreto interministeriale per disporre che nelle sedi svizzere il pagamento a questi colleghi a contratto, ai dipendenti, sia in valuta locale per i contrattisti e ci sia un aumento congruo per i dipendenti non contrattisti”, ha aggiunto il deputato, che è anche Presidente del Comitato Italiani nel Mondo della Commissione esteri. “Con il mio intervento, oggi, Presidente, voglio sottolineare e mettere in evidenza che una semplice conversione da euro a franco svizzero, per quanto riguarda i contrattisti, non può essere sufficiente, perché passare da uno stipendio, ad esempio, di 1.000 euro a uno stipendio che al cambio attuale è di 934 franchi svizzeri non è sufficiente per colmare il divario che ormai c'è tra il potere d'acquisto e il costo della vita in Svizzera. Per quanto riguarda i dipendenti della rete consolare, mi auguro, invece, che ci possa essere un congruo aumento rispetto al costo della vita”.
Concludendo, Billi ha ringraziato “il Governo e, in particolare, la Farnesina e il Ministro Tajani per essersi assunti non solo l'impegno, ma per aver già fatto qualcosa di concreto, perché il decreto interministeriale è una cosa che sta approntando questo Governo dopo anni che questo problema è presente e dopo anni in cui i precedenti Governi non sono riusciti e non hanno voluto far niente. Quindi, è assolutamente positivo che il Governo stia mettendo mano a questo problema. Mi raccomando, però, che si possa avere una conversione e un aumento degli stipendi di questi nostri connazionali che lavorano nei consolati in Svizzera che – ha concluso – sia soddisfacente per il costo della vita e per il cambio”. (aise)