Cenini (Cgie): verificare l’operatività del Comites di Bruxelles dopo le dimissioni di Romagnoli – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ – Il Comites Bruxelles, Brabante e Fiandre, sotto la presidenza di Alessandra Buffa e la vicepresidenza di Benedetta Dentamaro, continua a voler collaborare attivamente, assieme all’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi, e a tutte le istituzioni e associazioni italiane presenti in Belgio, alla promozione del sistema Italia nel paese che ospita le sedi delle principali Istituzioni Ue, oltre che la Nato, e la Capitale d’Europa, Bruxelles. Nonostante le recenti dimissioni del suo membro, e consigliere del Cgie, Massimo Romagnoli.
La ragione formale delle dimissioni di Romagnoli, come riferito da aise il 15 gennaio 2024, è stato il rinnovo del contratto della segretaria. “Non è possibile sostenere un contratto per un elemento di segreteria che non vive nemmeno in Belgio, bensì residente in Francia. Una situazione divenuta inaccettabile”, ha spiegato Romagnoli.
Tuttavia alcuni, che apprezzano la qualità del lavoro svolto dalla segretaria del Comites di Bruxelles la quale, occupandosi soprattutto del sito web, in epoca di smart working e di digitalizzazione delle procedure, non ha problemi a fornire un servizio di qualità da remoto, ritengono questa ragione essere solo un pretesto. Pur considerando queste dimissioni non proprio indolori per il Comites della Capitale europea.
Il perché le dimissioni di Romagnoli non sono indolori ce lo ha spiegato Antonio Cenini, membro di nomina governativa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, in quota Forza Italia, secondo il quale è necessario “verificare la sua piena operatività, e garantire ogni sforzo per assicurare la massima partecipazione dei cittadini italiani residenti in Belgio alle prossime elezioni europee”.
La partecipazione al voto dei cittadini italiani residenti in Europa in occasione della tornata elettorale del 2019 è stata di poco superiore al 7% in totale e poco superiore al 6% in Belgio. E questo, secondo Cenini, che è anche l’attuale presidente del Consiglio Superiore delle Scuole Europee, “è un dato allarmante, se si pensa che Bruxelles è la sede delle Istituzioni Ue, e che proprio da qui dovrebbe partire l’impulso per una maggiore e più attiva partecipazione italiana al progetto Europeo. Per questo, da tempo ho espresso l’auspicio che le Istituzioni italiane in Belgio, il Comites e le realtà dell’associazionismo possano mobilitarsi, in vista della prossima tornata elettorale del 9 giugno 2024, per portare quanti più cittadini italiani possibile alle urne in Belgio. Serve avviare immediatamente una campagna di comunicazione mirata, spiegare ai non iscritti AIRE come si può votare all’estero, aumentare il numero dei seggi elettorali e molto altro. Un Comites spaccato tra europeisti e antieuropeisti non sembra essere la migliore premessa per raggiungere un elevato obiettivo di partecipazione”.
Mentre nessun membro del Comites ha voluto commentare le dimissioni di un loro membro, alla domanda di come consideri l’entità delle disponibilità finanziarie che, secondo Romagnoli, sono assorbite quasi totalmente dal costo della segreteria, Cenini ha risposto che “é innegabile che gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, Comites e CGIE, siano attualmente in sofferenza per mancanza di risorse finanziarie, ma l’impegno dell’attuale Governo deve essere letto in una prospettiva di legislatura, in un’ottica di riforma strutturale dell’intero sistema che ne rafforzi realmente la rappresentatività e l’operatività. Nell’attuale contesto deve comunque essere riconosciuto al Ministro Tajani lo sforzo concreto e prioritario di rafforzare i servizi consolari, incrementando gli organici e confermando l’obiettivo di riapertura di sedi consolari strategiche, come quella di Bruxelles”.
Da notare che tra gli iscritti all’Aire di Bruxelles, alcuni segnalano il fatto che la maggioranza nel Comites che ha sinora sostenuto la presidenza di Alessandra Buffa (Pd) e la vicepresidenza di Benedetta Dentamaro (+Europa), era formata dai cinque consiglieri eletti nel listone della sinistra e dai quattro consiglieri eletti nella lista di Romagnoli (in totale nove consiglieri elettivi su 12). Il recente passaggio di Romagnoli alla Lega Nord, che alle prossime elezioni europee sarà alleata con l’AfD tedesca e altri partiti di estrema destra antieuropeista, e le sue successive dimissioni dal Comites di Bruxelles, aprono un problema potenzialmente complesso per l’organismo di rappresentanza degli italiani all’estero della capitale europea.
Nel momento in cui si dovrebbero mettere in campo tutte le indispensabili azioni per favorire la massima partecipazione dei cittadini italiani residenti in Belgio alle prossime elezioni europee, il Comites rischia quindi di trovarsi senza una maggioranza.
La domanda che alcuni si pongono, non senza una certa preoccupazione, è, quindi, cosa faranno adesso i quattro consiglieri eletti col Movimento delle Libertà (MDL) di Romagnoli. Confermeranno l’alleanza con i 5 membri del PD e di +Europa, o apriranno una crisi politica che potrebbe far traballare la maggioranza, condannando di fatto il Comites, già afflitto da una cronica mancanza di risorse finanziarie, ad una forma di paralisi? (alessandro butticè\aise)