Circoscrizione Estero: parte la petizione per difendere la rappresentanza territoriale degli italiani nel mondo

ROMA\ aise\ - È stata lanciata da Sydney la prima petizione rivolta al Senato della Repubblica per chiedere un intervento sulla riforma della legge elettorale che ha ridotto le ripartizioni della Circoscrizione Estero: da 4 a 2 per la Camera, da 4 a 1 per il Senato.
Una modifica che, secondo i promotori, “rischia di compromettere il principio della rappresentanza geografica alla base della legge Tremaglia. La riforma – argomentano – potrebbe rendere estremamente difficile, se non impossibile, l’elezione di parlamentari provenienti da alcune aree del mondo, in particolare dall’America settentrionale e centrale, con il rischio concreto di lasciare ampie comunità italiane prive di una rappresentanza diretta e realmente legata al territorio”.
La legge Tremaglia (459/2001) ha “riconosciuto il valore politico e istituzionale delle comunità italiane nel mondo garantendo loro una rappresentanza parlamentare articolata su diverse ripartizioni territoriali. La riduzione o la cancellazione di tale principio determinerebbe una drastica diminuzione del numero di rappresentanti espressione delle singole aree geografiche, favorendo inevitabilmente le comunità numericamente più consistenti e penalizzando quelle più distanti, meno popolose o maggiormente disperse sul territorio. Si tratta di una questione – sottolineano i promotori – che non riguarda soltanto il diritto di voto, ma anche la capacità degli italiani all’estero di far conoscere al Parlamento le proprie esigenze in materia di servizi consolari, cittadinanza, previdenza, lingua e cultura italiana, assistenza sociale, mobilità, fiscalità e rapporti con la madrepatria. Il numero dei cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali continua a crescere. Proprio per questo, qualsiasi riforma della Circoscrizione Estero dovrebbe rafforzare, e non indebolire, la vicinanza tra eletti ed elettori”.
Con la petizione si chiede dunque al Senato della Repubblica di “fermare l’emendamento approvato dalla Camera e di rivedere la proposta, salvaguardando il principio della rappresentanza territoriale e l’equilibrio tra le diverse comunità italiane presenti nel mondo”.
“La voce degli italiani all’estero non può essere ridotta a una semplice questione numerica. Ogni continente, ogni area geografica e ogni comunità presenta esigenze diverse e merita di poter eleggere rappresentanti che conoscano realmente il territorio e i problemi dei connazionali”, dichiarano i promotori che infine lanciano un appello a tutti i cittadini italiani, alle associazioni, agli organismi di rappresentanza e alle comunità italiane nel mondo affinché “sostengano la petizione e contribuiscano a difendere una rappresentanza parlamentare giusta, equilibrata e realmente territoriale”.
Per firmare la petizione basta collegarsi a questo link. (aise)