Enti gestori e circolari: Tripodi risponde a Onori (Az)

ROMA\ aise\ - La Farnesina intende “proseguire il confronto costruttivo con gli attori interessati facenti parte del sistema della formazione italiana nel mondo”. Ad assicurarlo è stata la sottosegretaria agli esteri Maria Tripodi che, nella seduta di ieri in Commissione Esteri, ha risposto all'interrogazione con cui Federica Onori (Azione) chiedeva al Ministero di istituire un “tavolo di lavoro” per confrontarsi con gli enti gestori, messi in difficoltà dalla circolare 4.
Un confronto che, ha detto Tripodi, esiste già: “le innovazioni progressivamente introdotte nella fase di attuazione della nuova normativa sugli Enti gestori sono anche il frutto di una costante interazione con tutte le parti coinvolte. In alcuni casi, sono state elaborate sulla base di stimoli degli stessi Enti”.
“Alcuni soggetti hanno incontrato qualche difficoltà di adattamento alla mutata normativa”, ha ammesso il sottosegretario. “Ma – lo stiamo osservando – si consolidano sempre più le buone prassi attuate da un numero crescente di Enti gestori” che “sono in grado di diversificare le proprie entrate grazie a una gestione manageriale delle risorse, pur mantenendo la natura “no profit”. Il principio alla base della riforma è proprio questo”.
“Riconosciamo agli Enti gestori un ruolo più ampio rispetto al passato”, ha assicurato ancora Tripodi. “Alle tradizionali funzioni di assistenza alle collettività italiane, si sovrappone il ruolo di attori della promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Questo anche in risposta alla diffusione delle collettività italiane in Paesi che non rientrano tra quelli tradizionalmente meta di emigrazione e al crescente interesse di cui la cultura italiana è oggetto. A riprova dell'efficacia del nuovo impianto normativo, osserviamo un significativo aumento del numero di Enti potenzialmente beneficiari di contributi, anche in quei contesti nei quali vogliamo intercettare la crescente domanda d'italiano da parte di studentesse e studenti stranieri in età scolare”.
Nell'esercizio finanziario 2023, ha informato Tripodi, “sono stati erogati complessivamente circa 12 milioni e 200 mila Euro, a beneficio di 84 iniziative proposte da 63 Enti gestori. Per il 2024 gli Enti che hanno presentato domanda di contributo, tutt'ora in corso di esame, sono aumentati a 71”.
Il sottosegretario ha quindi ricordato che “il più recente decreto attuativo del 29 settembre scorso, che ha recepito parte delle richieste degli Enti, ha introdotto importanti novità. Esse includono l'erogazione di un anticipo, pari al 20 per cento del contributo assegnato, a seguito della sola acquisizione – da parte del Ministero – della rendicontazione finale del contributo ricevuto nell'esercizio finanziario precedente. E non a seguito della formale approvazione della stessa, come avvenuto in precedenza. Questa innovazione è stata introdotta proprio per velocizzare i tempi ed andare incontro alle difficoltà segnalate da alcuni soggetti assegnatari”.
Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha concluso, “intende proseguire il confronto costruttivo con gli attori interessati facenti parte del sistema della formazione italiana nel mondo. Attraverso questo confronto vogliamo anche individuare le modalità più opportune per risolvere eventuali, residue criticità”.
Nella sua replica, Onori si è detta “insoddisfatta della risposta del Governo, che non ha avviato alcun tavolo di confronto il lavoro tra i competenti uffici del MAECI ed i principali attori interessati per risolvere le criticità esistenti, più volte segnalate all'attenzione degli eletti all'estero. Benché alcuni enti gestori abbiano dimostrato una notevole resilienza alle difficoltà economico-finanziarie, - ha aggiunto la deputata – l'Esecutivo sembra dimostrare una totale assenza di strategia per affrontare il problema in maniera strutturale, contraddicendo, di fatto, l'obiettivo, più volte ribadito, di promuovere la conoscenza della lingua e della cultura italiana nel mondo. In particolare, manca una chiara consapevolezza delle finalità dei corsi di lingua, originariamente indirizzati alla formazione dei figli degli emigranti e divenuti nel tempo uno strumento per la promozione del sistema-Paese”. (aise)