Forza Italia per il dialogo democratico: alla Camera il libro di Biagio Maimone

ROMA\ aise\ - "Credo che questo sia un saggio molto importante e utile da leggere, sul valore e il peso della parola. Quello che vediamo in questi giorni con l'attentato a Trump, candidato alla presidenza americana, ci dimostra quali possano essere gli effetti più scioccanti e degradanti di un dialogo ormai non più tale, ma improntato alla polarizzazione su ogni cosa: bianco e nero, bene e male, tutto diventa assoluto e chi la pensa diversamente non merita di esistere, perché ormai siamo arrivati a questo. Chi fa politica conosce molto bene il valore delle parole e sa, che se buttate alla rinfusa, perdono senso e valore. Con la digitalizzazione poi esprimiamo parole con grande facilità buttandole in un universo senza forma e rimuovendo l’impatto che queste possono avere. La politica ha il compito di dover guardare a questo fenomeno ed affrontarlo dando l’esempio sull’uso della parola e sulla moderazione dei modi e dei toni. Così è impostata Forza Italia, a non estremizzare i toni violenti e svelando invece le complessità del dialogo democratico. La parola deve recuperare un senso di connessione alla realtà”.
Così, Deborah Bergamini, deputata e vicesegretario nazionale di Forza Italia, è intervenuta nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati alla presentazione del libro del giornalista corrispondente dall'Italia per il quotidiano italo-americano America Oggi Biagio Maimone “La comunicazione creativa per lo sviluppo socio – umanitario” che rilegge l'uso della parola.
Presenti, oltre all’autore, anche Gianni Todini, Giornalista, Direttore Agenzia Stampa Askanews, Anna Maria Folchini Stabile, presidente della casa editrice studiosa Tracce per La Meta e Maria Maimone, studiosa della filosofia della comunicazione.
La Conferenza ha trattato diverse tematiche: la comunicazione e la sua centralità nel contesto socio-umanitario, la cultura del dialogo e la cultura della pace.
"Il dialogo è la condizione imprescindibile per realizzare la pace ed esso vive se chi comunica utilizza la "parola vitale", tale in quanto genera la vita e non il conflitto”, ha osservato Maimone, che ha dedicato il saggio a Monsignor Gaid Yoannis Lahzi e a Papa Francesco. “La comunicazione è vitale, pertanto, quando fa sgorgare dal cuore umano l’amore per la “Bellezza”, che è l'espressione di un disegno di amore insito nell’interiorità di ogni persona”.
Nel saggio, ha aggiunto, “ho voluto porre in luce la necessità di creare un modello comunicativo che tenga conto dell'importanza inconfutabile dell'uso appropriato della parola, superando quelle distorsioni, ormai consuete, che la rendono veicolo di offese, di menzogne, nonché di calunnie, che ledono la dignità umana dell'interlocutore e di ascolta o legge”.
“Nel mio testo, che intende contrastare l’impoverimento culturale e la sua nocività – ha detto ancora Maimone – si rimarca che la parola è vita in quanto deve generare la vita nelle sue espressioni più nobili e spirituali, perchè essa penetra nelle coscienze individuali e collettive e, se è sorretta dalla violenza e dalla menzogna, crea una coscienza umana che è guidata da disvalori che impoveriscono i singoli individui e, conseguentemente, l’intera collettività ed il contesto sociale”. (aise)