“Gravi anomalie” nel voto degli italiani in Venezuela: gli eletti all’estero del Pd interrogano il Governo

ROMA\ aise\ - I parlamentari del Pd eletti all’estero, Fabio Porta, Toni Ricciardi, Nicola Cerè e Christian Di Sanzo, hanno presentato in queste ore un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per chiedere dei chiarimenti sulle “gravi anomalie” (partecipazione balzata in alto e consensi al “Sì” intorno al 90%) emerse in occasione dell’ultimo referendum nella Circoscrizione Estero, in particolare tra gli elettori residenti in Venezuela.
“Secondo i dati ufficiali – ha spiegato Porta – la partecipazione degli italiani in Venezuela è balzata dal 23,6% delle ultime elezioni politiche al 36,6% dell’ultima consultazione referendaria, in un contesto in cui la crisi economica, la diaspora crescente e le difficoltà delle comunicazioni postali avrebbero dovuto semmai ostacolare il voto dei nostri connazionali. Le percentuali di consenso poi, superiori al 90% in molte sezioni, accentuano ulteriormente il sospetto di anomalie statisticamente significative (così come avvenuto in precedenti consultazioni, dove percentuali analoghe sono state oggetto di perizie da parte della magistratura)”.
Per questa ragione, ha aggiunto il deputato eletto in Sud America, “chiediamo al Governo di chiarire le modalità con cui sono state trasmesse, custodite e distrutte le buste contenenti le schede, di riferire se siano pervenute segnalazioni di irregolarità (come l’irrituale invito agli elettori da parte del Consolato di contattare direttamente il corriere postale privato) e di precisare quali controlli siano stati effettuati dalle nostre autorità diplomatiche per garantire la segretezza del voto”.
È indispensabile disporre una verifica ispettiva presso le sedi consolari competenti, acquisendo tutta la documentazione relativa al voto e valutando un eventuale perfezionamento che renda omogenee e soprattutto sicure le procedure del voto per corrispondenza – ha concluso Porta –. Garantire trasparenza, sicurezza e libertà del voto all’estero è una condizione indispensabile per tutelare la credibilità della nostra democrazia e i diritti delle comunità italiane nel mondo”. (aise)