I frontalieri italiani in Svizzera e le tasse: Borghi (Iv) interroga il Governo

ROMA\ aise\ - Garantire che le autorità del Canton Ticino rispettino le norme sulla tassazione stabilite nell’accordo tra Italia e Svizzera del 2024. Questo, in sintesi, quanto richiesto dal deputato di Italia Viva Enrico Borghi in una interrogazione ai Ministri dell'economia e delle finanze, Giorgetti, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Tajani, e per gli affari regionali e le autonomie, Calderoli.
Nella premessa, Borghi ricorda che “l'articolo 6 del decreto-legge n. 113 del 2024 ha introdotto per specifiche categorie di lavoratori frontalieri operanti in Svizzera la facoltà di optare per un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, pari al 25 per cento delle imposte applicate in Svizzera; tale misura nasceva dall'intesa del luglio 2024 tra il Ministero dell'economia e delle finanze e le organizzazioni sindacali per dirimere le controversie interpretative nate a seguito del nuovo accordo fiscale Italia-Svizzera del 2020, in particolare riguardo alla definizione della fascia di confine e alla situazione dei cosiddetti "vecchi frontalieri" operanti in Cantoni non confinanti”.
“Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali e confermato da numerose segnalazioni dei lavoratori, - riporta il deputato – l'autorità fiscale del Canton Ticino starebbe disattendendo l'applicazione del citato articolo, interpretando l'aliquota opzionale come una "tassazione speciale" esterna alle intese transnazionali e applicando, di conseguenza, il 100 per cento della tassazione alla fonte in Svizzera, annullando di fatto i benefici della norma italiana e creando una situazione di incertezza giuridica; permane inoltre la criticità relativa alla cosiddetta "tassa sulla salute" (il contributo per il SSN richiesto ai frontalieri), la cui applicazione appare incerta e frammentata tra le diverse Regioni, tanto da essere stata già rigettata dalla Regione Piemonte”.
Secondo Borghi, inoltre, ci sarebbe una “inquietante incertezza sul meccanismo dei ristorni fiscali ai Comuni di frontiera, pilastro fondamentale per la tenuta socio-economica dei territori limitrofi, con ipotesi di revisioni unilaterali che violerebbero gli equilibri stabiliti dalla legge 13 giugno 2023, n. 83”.
Posto che “il tavolo interministeriale sui frontalieri, istituito a febbraio 2025 proprio per monitorare l'attuazione della riforma e risolvere i nodi interpretativi, non risulterebbe più convocato dopo la seduta inaugurale”, il deputato chiede ai Ministri “quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere, anche in sede diplomatica, per garantire che le autorità del Canton Ticino rispettino le disposizioni dell'articolo 6 del decreto-legge n. 113 del 2024; se non intenda riconsiderare l'opportunità della "tassa sulla salute", alla luce delle disparità di trattamento territoriale tra Regioni” e, infine, “se si intenda prevedere l'immediata convocazione del tavolo interministeriale sui frontalieri per affrontare in modo organico e partecipato con le parti sociali le criticità esposte”. (aise)