Incentivi fiscali per i pensionati extra Ue: iniziata la discussione sul ddl Matera (FdI)

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri, 20 gennaio, la Commissione Finanze del Senato ha avviato, in sede redigente, la discussione sul ddl del senatore Domenico Matera (FdI) “Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all'Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne”.
Relatore in Commissione, il senatore Melchiorre (FdI) ha illustrato il testo ai colleghi, spiegando che con esso si introduce un nuovo articolo al testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) che prevede “un regime opzionale” ai “titolari di pensioni erogate da enti previdenziali italiani che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia da Paesi non appartenenti all'Unione europea, stabilendosi in comuni ricompresi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) con popolazione non superiore a 3.000 abitanti”.
Il nuovo articolo 24-quater, ha spiegato il relatore, al primo comma prevede “l'assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, anche prodotti all'estero e determinati secondo i criteri di cui all'articolo 165, comma 2, del TUIR, per la parte non già tassata in Italia, a un'imposta sostitutiva forfettaria con aliquota pari al 4 per cento, applicabile per un periodo massimo di quindici periodi d'imposta, fatti salvi i regimi di cui agli articoli 24-bis e 24-ter del medesimo testo unico". L’aliquota del 4% “si applica ai soggetti che non siano stati fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d'imposta precedenti e che risultino titolari di redditi da pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), del TUIR, erogati da enti previdenziali italiani, pubblici o privati”.
Il provvedimento, ha evidenziato Melchiorre, “si inserisce nel quadro delle misure finalizzate a favorire il ripopolamento e il rafforzamento socio-economico dei comuni delle aree interne, attraverso l'attrazione di soggetti percettori di reddito stabile”.
Ricordato che l’Inps paga all’estero 310.000 pensioni per circa 1,6 miliardi di euro l’anno, il senatore ha specificato che “una quota rilevante delle pensioni pagate all'estero è costituita da prestazioni liquidate in regime internazionale, riconosciute sulla base di periodi contributivi maturati in Italia e all'estero; l'importo complessivo di tali pensioni ammonta a circa 562 milioni di euro, dei quali una parte significativa è corrisposta a beneficiari residenti fuori dal territorio nazionale”.
Dai dati Inps, ha riportato Melochiorre, “si evince che la distribuzione geografica delle pensioni pagate all'estero mostra una concentrazione prevalente nei Paesi europei, che rappresentano oltre il 60% del totale, seguiti dall'America settentrionale, dall'Oceania e dall'America meridionale, mentre quote più contenute si registrano in Africa e in Asia. Nel corso dell'ultimo decennio – ha aggiunto – c’è stata una riduzione delle pensioni pagate in alcune aree tradizionali di emigrazione, a fronte di una crescita in diversi Paesi dell'Europa orientale non appartenenti all'Unione europea. Dal punto di vista anagrafico, i pensionati residenti all'estero presentano un'età mediamente elevata, con una quota prevalente di soggetti di età superiore ai 70 anni. L'importo medio mensile delle pensioni pagate all'estero risulta pari a circa 610 euro, con differenze tra pensioni dirette e pensioni ai superstiti”.
Il disegno di legge, ha proseguito, “è rivolto in prima battuta ai pensionati italiani residenti all'estero, ma prevede la facoltà di stabilimento in Italia anche per cittadini stranire che ricevono la pensione dall'INPS avendo svolto periodi lavorativi anche in Italia. In via di prima approssimazione, esclusi i pensionati INPS che risiedono nelle aree di tradizionale emigrazione (America, Unione europea e Oceania), i soggetti potenzialmente interessati potrebbero esser circa trentamila”, ha sostenuto il relatore che ha proposto di svolgere alcune audizioni tecniche per completare l'istruttoria.
Ricordato che i beneficiari dovrebbero trasferirsi in uno dei comuni classificati come “intermedi, periferici o ultraperiferici” nell'ambito della Strategia nazionale per le aree interne, con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, secondo l'ultimo censimento permanente della popolazione, Melchiorre ha rilevato che il disegno di legge “si affianca alle iniziative già in campo per sostenere le popolazioni che abitano nelle aree interne con particolare riferimento ai piccolissimi comuni, ma ha il pregio di affrontare da un punto di vista peculiare che è quello dei titolari di pensione che scelgono un paese estero, non UE, in ragione del basso prelievo fiscale: a costoro – ha concluso - il disegno di legge offre un'opportunità che riequilibra a loro favore il prelievo fiscale allo scopo di invertire la tendenza all'espatrio”.
Il seguito della discussione è stato quindi rinviato ad altra seduta. (aise)