Ivie troppo onerosa: Onori (M5S) interroga il Governo

ROMA\ aise\ - “Adottare tempestive iniziative” per rimodulare l’importo dell’Ivie, l'imposta sul valore degli immobili posseduti all'estero dai cittadini italiani, alla luce delle disposizioni contenute nella Legge di bilancio. A chiederlo è Federica Onori, deputata 5 Stelle eletta in Europa, in una interrogazione a risposta orale indirizzata ai Ministri degli affari esteri e dell'economia, Tajani e Giorgetti.
Nella premessa, Onori ricorda che “le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all'estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l'obbligo di versare l'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (Ivie), istituita e disciplinata dall'articolo 19, comma 15, del decreto-legge n. 201 del 2011 e poi modificata dalla legge di bilancio per il 2020 (commi 710 e 711 della legge n. 160 del 2019); il disegno di legge del bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 è stato presentato presso il Senato della Repubblica il 30 ottobre 2023 e annunciato nella seduta n. 120 del 31 ottobre 2023”.
“L'articolo 1, comma 91, della sopra citata legge di bilancio – evidenzia Onori – apporta modifiche al regime dell'Ivie elevando l'aliquota ordinaria dell'Ivie dallo 0,76 all'1,06 per cento. La relazione illustrativa chiarisce che l'aliquota viene equiparata a quella applicata agli immobili tenuti a disposizione in Italia; secondo analisi riportate dal servizio studi della Camera dei deputati, in vigenza dell'aliquota dello 0,76 per cento, si arriva a quantificare un ammontare di imposta dovuta pari a 95.935.213 euro. Tramite un calcolo proporzionale, la maggiorazione dell'aliquota disposta dalla norma ha portato ad un valore di Ivie complessiva pari a euro 133.804.376. Pertanto, il gettito differenziale dovuto alla norma può essere quantificato in euro 37.869.163”.
“A fronte di un relativo maggiore introito per le casse dello Stato, che comunque è lungi dal poter influire in maniera sostanziale sui complessivi equilibri di finanza pubblica, - stigmatizza la deputata – tale modifica rappresenta un'iniqua penalizzazione nei confronti di una categoria di connazionali residenti in Italia con forti interessi all'estero che, nella maggior parte dei casi, genera tendenziali ricadute positive a vari livelli non ultimo economico, stimolando virtuose sinergie con realtà oltreconfine”.
“L'aumento dell'aliquota dell'Ivie – evidenzia Onori – risulta essere particolarmente penalizzante nei confronti di più di mezzo milione di cittadini italiani che vivono nel Regno Unito in ragione dei numerosi cambiamenti connessi alla cosiddetta Brexit, tra cui l'impossibilità di continuare a utilizzare il valore relativo alla Council tax (una sorta di equivalente britannico del concetto italiano di “rendita catastale”) come base imponibile dopo l'uscita dall'Unione europea”.
Alla luce di queste considerazioni, Onori chiede ai Ministri “se non ritengano necessario adottare tempestive iniziative normative in modo da evitare il verificarsi di una situazione di iniquità di fatto in merito allo scenario delineato”. (aise)