La Marca (Pd): con questo decreto cittadinanza il Governo esclude CGIE ed eletti all’estero

ROMA\ aise\ - Si è discusso molto, inevitabilmente, riguardo le nuove norme sulla cittadinanza che il Governo ha approvato venerdì scorso durante l'incontro di ieri, 1° aprile, in Senato tra il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero e diversi senatori vista della prossima Assemblea plenaria. Tra questi, Francesca La Marca, senatrice del Pd eletta in Centro e Nord America.
Rivolgendosi ai membri del Consiglio di presidenza del CGIE presenti in aula, la Senatrice ha spiegato: "Non capisco la necessità di affrontare una materia così importante come la cittadinanza italiana con un decreto-legge e non attraverso un percorso legislativo condiviso precedentemente in Parlamento. Ho avuto modo di parlare di questo direttamente con il Ministro Tajani al termine dell’audizione (1° aprile, ndr) e ho avuto modo di ribadire a lui le mie preoccupazioni sul metodo seguito e sulla mancata consultazione dei parlamentari eletti all’estero e dei rappresentanti del CGIE qui presenti".
"Le nuove norme – puntualizza la Senatrice – penalizzano coloro i quali hanno perso la cittadinanza per naturalizzazione. Difatti, il nuovo decreto addirittura complica ulteriormente il Riacquisto della Cittadinanza italiana, portando a 24 mesi (anziché i 12 attuali) la residenza in Italia. Tutto ciò va nella direzione completamente opposta a quella del ddl a mia prima firma che invece prevede il riacquisto automatico".
Concludendo il suo intervento, la Senatrice è tornata sul rapido scambio avuto con il Ministro Tajani al termine dell’audizione: "il Ministro si è detto disponibile a valutare un percorso comune per il riacquisto della cittadinanza in automatico per chi l’ha persa, pur senza trasmetterla alle generazioni successive". In conclusione, La Marca ha auspicato una "rapida convergenza di tutte le forze politiche e che alle parole del Ministro corrispondano fatti concreti". (aise)