Legge elettorale/ Ricciardi (Pd): “no” alla ridefinizione delle circoscrizioni

ROMA\ aise\ - Le modifiche previste per la messa in sicurezza del voto all’estero non devono diventare un pretesto per ridefinire le ripartizioni della circoscrizione estero. Questo, in sintesi, quanto affermato da Toni Ricciardi, deputato Pd eletto in Europa, intervenuto nell’Aula di Montecitorio dove questa mattina è iniziata la discussione generale sulla legge elettorale licenziata dalla Commissione Affari Costituzionali.
Ricordato che “non esiste una legge elettorale perfetta” e sostenuto che la percentuale di votanti in Italia ha iniziato a calare da quando sono state tolte le preferenze, Ricciardi si è soffermato sul voto all’estero, tema che “forzatamente” è stato inserito nel perimetro della legge elettorale, all’articolo 4.
Ad oggi, i connazionali nel mondo eleggono 8 deputati e 4 senatori suddivisi in quattro ripartizioni che, ha detto Ricciardi, “rappresentano la storia e l’ubicazione della diaspora italiana”.
“In Commissione sono state presentate proposte emendative per la messa in sicurezza del voto su cui noi concordiamo perché – ha ricordato - storicamente siamo sempre stati penalizzati dai brogli elettorali in giro per il mondo. Tuttavia – ha precisato – auspichiamo che non ci si presenti con una ridefinizione delle ripartizioni”. Gli italiani all’estero “rappresenta la 21esima regione d’Italia, con oltre 7 milioni di cittadini; se votassimo come in Italia, cioè facendo valere i voti all’estero per il computo della parte proporzionale saremmo la seconda regione e ci spetterebbero 30 -40 rappresentanti”. Un tema “neanche sfiorato” dalla proposta della maggioranza.
“La prima richiesta del voto all’estero – ha aggiunto Ricciardi – risale al 1908, ma c’è voluto quasi un secolo per la Legge Tremaglia. Il primo voto risale al 2006: oggi la sensazione è che si vogliano introdurre modifiche non per garantire una maggiore rappresentanza o per mettere in sicurezza il voto, ma per ridefinire un risultato che, dal 2006 ad oggi, premia il centrosinistra”.
Concludendo, il deputato ha confermato la disponibilità del Pd a “lavorare sulla messa in sicurezza del voto”, ma “in caso di blitz ci troverete sulle barricate”. (aise)