Legge elettorale/ Ricciardi (Pd): norma ad hoc per penalizzare il Pd

ROMA\ aise\ - La nuova legge elettorale rappresenta il “compimento di una strategia incomprensibile” messa in atto dal “Governo più interventista della storia repubblicana sugli italiani all'estero, ma per sottrazione”. Così Toni Ricciardi, deputato Pd eletto all’estero, che ieri è intervenuto nell’Aula di Montecitorio dove è iniziata la discussione sulla legge elettorale, tornata alla Camera per la terza lettura dopo le modifiche al testo apportate in Senato. Tra le modifiche contenute nella riforma anche la riduzione delle ripartizioni della circoscrizione estero: da 4 a 2 alla Camera, da 4 a 1 al Senato.
“Nel 2022 – ha ricordato il deputato – voi vi siete candidati, proponendo - ed è scritto nel programma elettorale di Fratelli d'Italia - la reintroduzione del Ministero degli italiani all'estero. Il Ministero degli italiani all'estero non è stato introdotto, ma in compenso, alla prima legge di bilancio, avete tagliato 55 milioni alle politiche degli italiani all'estero; in ogni provvedimento folle, dai centri in Albania fino alle ultime misure sui carburanti, avete raschiato il barile e il fondo anche della Farnesina, in particolar modo rispetto ai fondi destinati alle politiche per gli italiani all'estero”.
“Per non dire che questo, il “Governo dei patrioti”, è stato il Governo che ha distrutto la trasmissione automatica della cittadinanza dei figli e delle figlie degli italiani che vivono legittimamente all'estero”, ha aggiunto. “E proprio perché non avevate completato l'opera, avete messo mano alle ripartizioni. Le ripartizioni - ed è bene ricordarlo, colleghe e colleghi - sono gli unici posti dove esistono le preferenze totali: chi è eletto all'estero è eletto con le preferenze pure”.
“Ciononostante – ha accusato Ricciardi – avete rimischiato i collegi à la carte, perché nel 2022, su 12 eletti all'estero, ben sette erano del Partito Democratico. Allora diciamolo! Lo dovete dire. Ditelo che avete fatto una norma ad hoc per penalizzare il primo partito dell'opposizione. Nel 2022, - ha argomentato il parlamentare eletto all’estero – alla Camera dei deputati veniva eletto un deputato ogni 1.250.000 elettori ed elettrici e in Italia erano 150.000. Un senatore in Italia è eletto ogni 300.000 cittadini. Con questa riforma vi siete inventati il senatore mondiale, cioè uno che fa la campagna elettorale, Presidente, che la mattina va a Sidney a fare un comizio e il pomeriggio si trova a New York, perché è lo stesso corpo elettorale. E viene eletto un senatore ogni 1.750.000 elettori”.
Con gli eletti all’estero, ha aggiunto, “Mirko Tremaglia immaginava di dare rappresentanza a percorsi, a storie, a quella che è stata la diaspora italiana che è diversificata nel tempo e nei luoghi. Perché avete distrutto la rappresentanza in Oceania? Perché avete distrutto la rappresentanza nel Nord America? Perché probabilmente avete fatto le prove generali con i referendum sulla giustizia e abbiamo capito che, in Italia e nel resto del mondo, ha prevalso il “no”; in Sudamerica, guarda caso, in castigliano, in spagnolo, Presidente, probabilmente il quesito referendario era un tantino più chiaro, tanto che ha raggiunto il 72,8 per cento”.
Per tutta la Legislatura, c’è stato un “percorso fatto di parole al vento, di richiami agli italiani nel mondo” fatti “dal Governo più interventista della storia repubblicana sugli italiani all'estero, ma per sottrazione, non per addizione, togliendo il diritto alla cittadinanza, togliendo risorse, peggiorando i servizi consolari e, in ultimo, ammazzando la rappresentanza di oltre 7 milioni di cittadini. Per questa ragione, - ha concluso – vi dovrete solo vergognare”. (aise)