London Calling: Italia Viva traccia la rotta su cittadinanza, rappresentanza e relazioni UE-UK

LONDRA\ aise\ - Si è concluso con una numerosa partecipazione di pubblico e un denso dibattito politico l’evento “London Calling – Verso una nuova Casa Riformista in Europa”, promosso da Italia Viva Europa e Italia Viva UK presso la Primrose Hill Community Association, nel cuore della capitale britannica.
L’appuntamento ha assunto un valore simbolico e politico straordinario, svolgendosi a esattamente dieci anni dal referendum sulla Brexit del giugno 2016. Un decennio che ha ridefinito non solo i rapporti geopolitici tra Bruxelles e Londra, ma anche la vita quotidiana, i diritti e la rappresentanza di milioni di cittadini europei e della folta comunità italiana residente nel Regno Unito.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali dei presidenti di Italia Viva Europa, Niccolò Querci, e di Italia Viva UK, Antine Milia, seguiti dagli interventi di Sandro Gozi, europarlamentare e segretario generale del Partito Democratico Europeo, Daniel Carden, deputato del Labour Party britannico, della senatrice Silvia Fregolent e del deputato Benedetto Della Vedova.
Il cuore della giornata si è sviluppato attraverso tre panel tematici di grandissima attualità.
“UE–UK: ricucire il futuro in un mondo che cambia” è stato il titolo della sessione focalizzata sulle nuove sfide geopolitiche ed economiche per ricostruire ponti tra le due sponde della Manica, che ha visto il contributo del senatore e vice coordinatore nazionale di Italia Viva, Enrico Borghi.
Dibattito serrato anche durante il panel su “Cittadinanza e rappresentanza: diritti in bilico oltre confine”, sulle tutele politiche e civili alla luce delle recenti riforme legislative, animato dal senatore Ivan Scalfarotto.
“Essere italiani nel Regno Unito dopo la Brexit” è stato infine il tema del confronto aperto e partecipato sulle difficoltà burocratiche e le opportunità reali della comunità italiana nel Regno Unito, arricchito dal contributo e dall'esperienza sul campo di Golam Tipu e Germana Canzi, membri del Comites di Londra.
Le conclusioni della giornata sono state affidate a Silvia Carrieri, vicepresidente di Italia Viva Europa, che ha tirato le fila di una giornata che lancia ufficialmente la costruzione di un'agenda riformista transnazionale.
“La Brexit è la prova che il populismo applicato produce meno sovranità reale e ci rende solo più vulnerabili”, ha detto Enrico Borghi. “Siamo a Londra per lanciare la Casa riformista europea: un'alleanza democratica aperta anche alle energie britanniche, perché il futuro del continente non può prescindere dalla cooperazione tra Regno Unito e Unione Europea”.
Per Ivan Scalfarotto “la recente riforma della cittadinanza è un pasticcio normativo, scritto male e con troppa fretta, che rischia di penalizzare legami identitari profondi anziché governare il fenomeno. Sul fronte della rappresentanza, qualsiasi discussione sulla riforma del sistema elettorale o sulle nuove modalità di voto oltre confine deve partire da un presupposto non negoziabile: garantire che il voto sia personale, eguale, libero e segreto, così come prescritto dalla nostra Costituzione. Senza queste certezze, crolla la qualità stessa della nostra democrazia”.
“La Brexit ha segnato una separazione istituzionale, ma non ha cancellato la convergenza strategica tra Londra e Bruxelles”, ha osservato Niccolò Querci. “Lo dimostrano il rientro del Regno Unito in Horizon Europe e Copernicus, la cooperazione sulla sicurezza e il sostegno comune all'Ucraina. Il futuro dell'Europa non passa da nuove divisioni, ma da una cooperazione sempre più stretta tra democrazie”.
“Come dicono gli anglofoni, la nostra bussola deve essere “think global, act local”. La Casa Riformista ha il compito di mantenere l'Italia su una rotta fermamente europeista, a sostegno dell'Ucraina e contro le facili sirene populiste”, ha sottolineato Silvia Carrieri. “Allo stesso tempo, dobbiamo lottare per i diritti di cittadinanza e rappresentanza degli italiani all'estero, pesantemente penalizzati dalle scelte dell'attuale governo: dalla sospensione dell'indicizzazione delle pensioni al dimezzamento degli sgravi fiscali per i rientri, fino all'imposta IVIE sugli immobili all'estero. Continueremo a batterci per le nostre comunità locali, portando questo impegno concreto direttamente all'interno dei Comites”.
Con "London Calling", Italia Viva ha inteso ribadire la “centralità delle comunità all'estero non come periferia, ma come laboratorio politico d'avanguardia per un'Europa più integrata, digitale e vicina ai diritti reali dei suoi cittadini, lanciando una sfida aperta ai sovranismi per i prossimi dieci anni di sfide globali”, conclude il partito. (aise)