Onori (Az) contro la Russia alla Biennale di Venezia: sarebbe un megafono del Cremlino

ROMA\ aise\ - La Russia è stata invitata alla Biennale d'arte di Venezia. Ciò ha scatenato diverse polemiche, sia in Italia che in Europa. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha detto la sua, spiegando come l'arte e la cultura, a suo parere, siano un modo per "avvicinare" le popolazioni. A questo ha risposto anche la deputata di Azione eletta in Europa, Federica Onori, secondo cui le parole di Salvini sono "una totale contraddizione".
"Il padiglione russo alla Biennale non è un luogo di scambio culturale - ha spiegato la deputata -: è un megafono del Cremlino, un tentativo di lavare l’immagine di un regime che massacra civili mentre prova a distruggere il patrimonio culturale ucraino. Decidere di riaprirlo sapendo che ci saranno persone strettamente legate a Putin a gestirlo, significa svilire la libertà artistica e calpestare la memoria delle vittime".
Secondo Onori, sarebbe "già ventidue" i Paesi europei che avrebbero "chiesto a gran voce di non concedere a Mosca questa piattaforma". Per lei, "ignorare queste richieste, come sembrano fare sia Buttafuoco che Salvini, in aperto contrasto con la posizione ufficiale del Governo e del Ministero della Cultura, significa legittimare crimini di guerra e normalizzare l’aggressione russa".
Per concludere, Onori si è rivolta a Salvini: "deve decidere se sta dalla parte del proprio Paese o se preferisce continuare a fare il portavoce di Putin”. (aise)